Muoversi con un monopattino o un segway in Italia non sarà più illegale

La micromobilità elettrica in Italia è finalmente normata: il ministero delle Infrastrutture e Trasporti include nel Codice della Strada monopattini, segway, hoverboard e monowheel. Una sperimentazione che durerà circa due anni.

Anche i monopattini e i segway ora possono circolare nelle città italiane secondo precise regole. È infatti cominciata la sperimentazione dei mezzi di trasporto di micromobilità elettrica, tra cui rientrano anche gli hoverboard e i monowheel, secondo le indicazioni delle caratteristiche dei mezzi e delle aree stabilite dal decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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Ora segway, monopattini, hoverboard e monowheel sono considerati dal Codice della Strada mezzi di trasporto a tutti gli effetti. © Lior Mizrahi/Getty Images

Prima infatti, pur circolando questi mezzi nelle città, non esistevano regole stabilite del Codice della Strada per, situazione che ne rendeva irregolare l’utilizzo come un mezzo di trasporto.

Segway, monopattini &co: come funziona e quando parte la sperimentazione sulla micromobilità elettrica

Da agosto parte la sperimentazione sulla micromobilità elettrica in Italia, che durerà da un minimo di un anno a un massimo di due. I comuni che daranno l’ok tramite una delibera permetteranno a monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel la circolazione su aree pedonali, percorsi ciclabili e per pedoni, piste ciclabili con sede propria, zone 30 e tutte le strade dove comunque non è permesso superare i trenta chilometri all’ora.

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Micromobilità elettrica nelle città: monowheel e hoverboard differenti da segway e monopattino

Questi nuovi mezzi di trasporto non sono però giudicati identici, quindi bisogna fare attenzione a dove si può andare e a quali condizioni.

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Il decreto ministeriale stabilisce che monowheel e gli hoverboard possano circolare solo nelle aree pedonali e a una velocità inferiore a sei chilometri orari, mentre a segway e monopattini è concesso lo spostamento anche su percorsi pedonali e ciclabili, sulle piste ciclabili in sede propria, nonché nelle zone 30 e sulle strade con limite a trenta chilomentri all’ora, l’importante è che non superino i venti chilometri orari di velocità. I limiti vengono rispettati rigorosamente tramite i regolatori di velocità configurabili sui mezzi in questione. Le aree dove sarà consentito muoversi con i mezzi di micromobilità elettrica (ed eventualmente con quali) dovranno essere attrezzate con la segnaletica stradale sperimentale prevista. È quindi fondamentale controllare i cartelli per sapere se si è autorizzati a passare con il proprio mezzo.

Tutti i mezzi di micromobilità elettrica devono avere in dotazione luci bianche davanti e rosse o catadiottri sempre rossi nella parte posteriore per poter essere utilizzati anche dopo il tramonto e in condizioni di scarsa visibilità. È previsto l’obbligo anche del giubbotto o delle bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, che vale anche per monopattini elettrici e segway che circolino nelle zone 30 e sulle strade con limite di velocità a trenta chilometri orari. I segway saranno obbligati anche ad avere un segnalatore acustico. Per guidare questi mezzi nelle aree previste bisogna essere maggiorenni o, se minorenni, aver conseguito la patente di categoria AM.

Le sperimentazioni, che dovranno durare almeno dodici mesi, serviranno per fare un rendiconto sugli effetti della micromobilità elettrica nelle città che verrà successivamente inviato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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