Cooperazione internazionale

Migranti, papa Francesco: “Preghiamo per loro e per i responsabili della loro morte”

“Cercavano un futuro per la loro vita”: Papa Francesco prega per i 170 migranti morti nel Mediterraneo e per i responsabili di questa strage.

A piazza San Pietro, subito dopo l’Angelus, domenica 20 gennaio papa Francesco ha dedicato la propria preghiera a quelli che ha definito “i due dolori nel cuore”: la Colombia, che giovedì 17 gennaio è sprofondata nella paura dopo l’esplosione di un’autobomba che ha provocato 21 morti e 68 feriti, e il mar Mediterraneo, dove nel corso del weekend hanno perso la vita 170 migranti.

Penso alle 170 vittime naufragi nel Mediterraneo. Cercavano un futuro per la loro vita. Vittime, forse, di trafficanti di esseri umani. Preghiamo per loro e per coloro che hanno la responsabilità di quello che è successo.

Le parole del Pontefice sono di grande commozione (“Cercavano un futuro per la loro vita”), ma al tempo stesso molto dure, perché sottolineano il fatto che ci siano delle precise responsabilità per una strage di questo calibro.

Dopo la strage del weekend, 393 migranti sono stati riportati in Libia dalla Guardia costiera locale. Il governo italiano esprime soddisfazione per la buona riuscita della partnership, ma la ong Human Rights Watch replica pubblicando proprio in queste ore una relazione sugli insostenibili abusi ai danni dei migranti nei centri di detenzione libici.

“I migranti e i richiedenti asilo in Libia, compresi i bambini, sono prigionieri di un incubo, e l’operato dell’Unione europea non fa che perpetuare il sistema di detenzione anziché liberare le persone dalle condizioni abusive in cui si trovano – dichiara tramite una nota Judith Sunderland, direttore associato per l’Europa e l’Asia centrale di Human Rights Watch -. I pochi sforzi dimostrativi per migliorare le cose e far uscire qualcuno dalla detenzione non assolvono l’Ue dalla responsabilità di consentire questo sistema barbaro”.

Foto in apertura © Spencer Platt/Getty Images
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