Dal documentario su Netflix alle letture per i bambini in isolamento, Michelle Obama è inarrestabile

L’ex first lady Michelle Obama ha pubblicato una serie di video in cui legge i suoi racconti preferiti ai bambini costretti a restare in casa durante la pandemia. Nel frattempo su Netflix arriva Becoming, il documentario tratto dalla sua biografia che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.

“Non si tratta di tornare in pista, ma di tracciarne una nuova”. Così Michelle Obama ha risposto a chi le ha chiesto com’è stato lasciare la Casa Bianca e tornare alla vita “normale” dopo essere stata first lady per otto anni a fianco del marito Barack. E senz’altro ha dato una risposta sincera. Sia nel 2018 che nel 2019, Michelle è stata la “donna più ammirata dell’anno”. Attualmente si vocifera che Joe Biden, qualora vincesse le elezioni di novembre, la potrebbe nominare vicepresidente degli Stati Uniti. Lei non ha commentato le notizie circolate sui principali mezzi d’informazione, scegliendo piuttosto di dedicarsi ad altri due progetti.

Mondays with Michelle Obama

“Lunedì con Michelle Obama”. È questo il titolo di una serie di video trasmessi ogni lunedì alle 18:00 (ora italiana) sulle pagine Facebook dell’emittente Pbs kids e della casa editrice Penguin random house. Dal 20 aprile all’11 maggio, l’ex first lady ha deciso di leggere ai bimbi americani, ma non solo, i suoi libri preferiti dell’infanzia. Da “A spasso col mostro” di Julia Donaldson a “C’è un drago nel tuo libro” di Tom Fletcher, da “I semi di miss Maple” di Eliza Wheeler a “Il piccolo Bruco Maisazio” di Eric Carle.

Il successo non dipende dai soldi che abbiamo, ma dalla differenza che facciamo nella vita delle persone.Michelle Obama

“Quando ero piccola amavo leggere ad alta voce”, ha confessato Obama. “Quando sono diventata mamma, mi ha dato una gioia immensa poter condividere la magia della narrazione con le mie figlie e poi, da first lady, con i bambini di tutto il mondo”. Una scelta che, nell’era del coronavirus, ha conseguenze ancora più rilevanti. Gli Stati Uniti sono al momento il paese più colpito dalla pandemia; nel mese di aprile è morto un abitante ogni 44 secondi. Nello stato di New York le attività economiche non essenziali resteranno chiuse almeno fino al 15 maggio, mentre le scuole riapriranno soltanto a settembre; anche i governatori di altri stati democratici come California, Michigan, Illinois e Louisiana hanno deciso di prolungare le misure di confinamento. Per moltissimi studenti la didattica a distanza è diventata così l’unica strada percorribile. Michelle Obama ha deciso di aiutare le famiglie in difficoltà e di tenere compagnia ai più piccoli. Nei suoi video, riesce a trasmettere tutto quel calore che soltanto una mamma è in grado di regalare.

Becoming, il documentario sull’ex first lady sbarca su Netflix

Non sono pochi gli spettatori che attendono con ansia l’uscita del documentario Becoming, in arrivo su Netflix il 6 maggio. Diretto da Nadia Hallgren, racconta il tour di Michelle Obama in 34 città statunitensi per presentare il suo bestseller omonimo, una biografia pubblicata nel 2018 e tradotta in venti lingue. Il film offre l’opportunità di gettare uno sguardo dietro le quinte del tour, ma soprattutto di ammirare la protagonista in quello che sembra essere il suo habitat naturale: la gente. Obama ha discusso di fronte ad ampie platee, che ha detto di amare perché rappresentano una “condivisione di esperienze diverse”, ma non ha rinunciato a conversazioni singole con persone cui ha riservato un sorriso, un abbraccio, una parola che mai scorderanno.

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Grazie a Hillary Clinton, le mie figlie oggi danno per scontato che una donna possa diventare presidente degli Stati Uniti.Michelle Obama

Anche senza sfogliare le pagine del libro possiamo avere un assaggio della vita di una delle donne più influenti del mondo, dall’infanzia nel sud di Chicago agli studi presso l’università di Princeton, nel New Jersey, dove una delle sue coinquiline lasciò la stanza perché la madre non voleva che vivesse con un’afroamericana. Dal suo primo appuntamento con Barack – lui arrivò in ritardo – alla campagna elettorale. Forse si riesce perfino a capire che cosa Michelle Obama vuole fare “da grande”, chi vuole diventare: una cittadina americana che si prende cura dei giovani. Che fa di tutto non affinché ricevano in custodia un mondo migliore, ma perché siano loro stessi a costruirlo.

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