Con quali tecnologie gestiremo gli edifici del futuro? Come saranno costruiti, con quali materiali, su quali princìpi? Lo rivelano le startup presenti a Klimahouse 2026.
I pellerossa si sono riuniti nel Montana per chiedere di fermare la mattanza dei bisonti, accusati dagli allevatori di diffondere malattie al bestiame.
I protagonisti di questa storia sono i bisonti, i nativi americani e gli yankee, eppure non siamo nel vecchio West ma ai giorni nostri. Lo scorso martedì numerosi attivisti nativi americani si sono riuniti a Helena, capitale del Montana, per protestare contro l’uccisione di centinaia di bisonti (Bison bison) del Parco nazionale di Yellowstone, uccisi in seguito alla pressione esercitata dagli allevatori, che accusano gli animali di infettare i capi di bestiame e di diffondere malattie.
I manifestanti si sono espressi contro la gestione dei bisonti da parte della autorità federali, che prevede l’abbattimento degli animali ogni inverno, quando qualche branco abbandona i confini del parco e si avvicina al Montana in cerca di cibo.
“Questo è un nuovo inizio nella lotta per proteggere il bisonte e gli altri animali selvatici che vivono in territorio indiano”, ha dichiarato Jimmy St. Goddard, auto dichiaratosi leader spirituale della tribù dei Piedi Neri del Montana.
A Yellowstone vive la più grande mandria di bisonti selvatici degli Stati Uniti, al di là del loro valore biologico sono anche un’importante risorsa economica, rappresentano infatti una grande attrattiva per i tre milioni di persone che visitano il parco ogni anno.
Un tempo questi imponenti mammiferi vagavano in branchi sterminati e si contavano decine di milioni di esemplari, finché la caccia sregolata ha sterminato quasi completamente la specie, nel Ventesimo secolo i superstiti erano appena cinquanta animali, che hanno trovato nel Parco di Yellowstone un rifugio sicuro.
In base ad un accordo tra il parco e gli stati circostanti, Montana, Wyoming e Idaho, le centinaia di bisonti che si allontanano dall’area protetta possono essere uccisi attraverso la caccia regolamentata. Questa scelta ha suscitato le proteste dei sostenitori dei bisonti, come alcuni nativi americani e l’associazione Buffalo Field Campaign, composta da volontari che presidiano gli habitat dei bisonti e documentano i soprusi che sono costretti a subire.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Con quali tecnologie gestiremo gli edifici del futuro? Come saranno costruiti, con quali materiali, su quali princìpi? Lo rivelano le startup presenti a Klimahouse 2026.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha cancellato le restrizioni alla pesca nel Northeast canyons and seamounts Marine national monument.
La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Mentre le istituzioni gestiscono l’emergenza e la magistratura indaga per disastro colposo, gli esperti avvisano: mancano gli strumenti per prevenire.
Il governo ha pre-approvato il decreto: arrivano i “reati qualificati” contro l’ambiente. Un passo avanti ma sanzioni ancora esigue.
Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Nel cuore dell’Ecuador convivono lo sfruttamento delle risorse e la determinazione della guardia indigena e dei popoli che difendono la foresta come bene comune per l’intera umanità.
Il Tyler Prize, considerato il “Nobel per l’ambiente”, è andato a Toby Kiers, biologa statunitense che lavora ad Amsterdam.
L’ecologa e attivista Arianna Liconti ci accompagna in un viaggio tra divulgazione e racconto alla scoperta del 71% del pianeta, nel nuovo podcast prodotto da LifeGate e la Water Defenders Alliance.