A New York si respira un’aria nuova, pulita

La lotta per la sostenibilità del sindaco di New York, Michael Bloomberg, sta dando i suoi frutti. Il livello di inquinamento, da oltre mezzo secolo, non è mai stato così basso.

L’anidride solforosa crollata del 69 per cento dal 2008 e i
livelli di fuliggine ridotti del 23 per cento dal 2007 sono alcuni
dei dati mostrati dal sindaco di New York Michael Bloomberg per
dimostrare l’utilità del piano della metropoli americana
per migliorare la qualità
dell’aria
.

 

Gli interventi principali del “PlaNYC” lanciato nel 2007 dallo stesso Bloomberg
prevedono, tra le altre cose, la sostituzione dei vecchi
carburanti, come il gasolio, con altri meno inquinanti per
riscaldare i palazzi e le abitazioni.

 

Una buona notizia che ne porta con sé un’altra visto che i
ridotti livelli di inquinamento, come mai si registravano da oltre
mezzo secolo, hanno portato anche a una riduzione del numero di
persone che ne subiscono gli effetti negativi per la salute:
ottocento le morti e duemila i ricoveri evitati ogni anno.

 

Nel 2011 il sindaco Bloomberg aveva mostrato come i 10mila
edifici tra quelli che usano i combustibili più inquinanti
(pari all’un per cento del totale), fossero responsabili di
quantità di polveri sottili più elevate di tutte le
automobili e i camion che circolano per le strade della
città.

 

Da allora circa 2700 edifici sono stati ristrutturati e le
loro caldaie sostituite con altre meno inquinanti, mentre altri
2500 stanno per essere sottoposti ad analoghi interventi di
efficienza energetica. L’obiettivo finale è far diventare
illegale le vecchie caldaie a gasolio a partire dal 2030.

 

Michael Bloomberg è in carica dall’ormai lontano 2002,
prima come esponente del Partito repubblicano poi come candidato
indipendente. Dopo aver chiesto al consiglio comunale l’abolizione
della limitazione dei due mandati, è stato rieletto per la
terza volta nel 2009.

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