In Nigeria i militari hanno aperto il fuoco sui manifestanti causando una strage

In Nigeria la gente è tornata in piazza nonostante il coprifuoco imposto dal governo per ostacolare le manifestazioni. I soldati hanno sparato sulla folla.

Ultimo aggiornamento 22 ottobre 2020.

Ci sono stati diversi morti a Lagos, in Nigeria. Durante una delle manifestazioni che da settimane si tengono per protestare contro gli abusi delle forze dell’ordine, che tra le altre cose hanno portato allo scioglimento della Squadra speciale anti-rapina (Sars), i militari hanno aperto il fuoco sulla folla. Non ci sono numeri ufficiali, ma dalle prime testimonianze sembra trattarsi di una strage, mentre online girano video raccapriccianti.

Un ottobre di proteste

Da inizio ottobre migliaia di persone in Nigeria stanno facendo sentire la loro voce contro le forze di polizia, accusate di abusi, violenze ed estorsioni. Al centro delle proteste, l’operato della Squadra speciale anti-rapina (Sars), un organo di polizia creato nel 1992 e che nella storia recente si è contraddistinto per la sua brutalità, come dimostra un report di Amnesty international.

L’11 ottobre il presidente del paese, Muhammadu Buhari, ha annunciato l’abolizione della Sars e un rinnovamento della polizia nigeriana. Sembrava una vittoria dei manifestanti, ma non è stato così. Gli agenti violenti della Squadra speciale anti-rapina sono stati semplicementi ricollocati presso altre funzioni, a dimostrazione che si è solo fatto finta di risolvere il problema. E le persone hanno continuato a farsi sentire nelle piazze, in quello che ormai si è trasformato in un movimento popolare strutturato contro la brutalità che in generale contraddistingue l’operato degli agenti di polizia nigeriani.

La mano pesante usata dalla forze dell’ordine contro i manifestanti ha causato fino a ora 56 morti, oltre a centinaia di feriti. È anche per questo che la causa nigeriana ha fatto il giro del mondo, con la presa di posizione di diversi expat, come dimostrano le esultanze ai gol del calciatore del Napoli Victor Osimhen, o di quello del Crotone Simy Nwankwo.

Il massacro di Lagos

Nelle scorse ore, il governo nigeriano ha imposto un coprifuoco totale. Un modo per far tornare la normalità nelle strade del paese, vietando alle persone di riunirsi in corteo. In centinaia hanno comunque sfidato l’ordinanza e si sono ritrovati in una piazza del distretto commerciale di Lekki, a Lagos.

D’improvviso, i soldati hanno cominciato a sparare sulla folla. Sui social circolano video raccapriccianti: si sentono urla e spari, si vede la gente fuggire e calpestarsi, sul terreno giacciono persone ricoperte di sangue e piene di lacerazioni, oltre che cadaveri in fila. Alcuni testimoni raccontano di corpi portati via dai militari per nasconderli. mentre alle ambulanze non è stato permesso di raggiungere i feriti.

Al momento non c’è un bollettino ufficiale, ma la somma delle diverse testimonianze e delle immagini che circolano, presuppone una strage. Le autorità inizialmente hanno parlato di fake news, poi di fronte all’evidenza hanno dichiarato che verrà condotta un’indagine interna. Amnesty international ha confermato “l’uso eccessivo della forza che ha provocato la morte di manifestanti” e sta cercando di fare luce in maniera indipendente su quanto successo.

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