Lo scenario apocalittico tracciato dal nuovo rapporto dell’Ipcc sul clima

Pubblicata una bozza del prossimo rapporto dell’Ipcc sui cambiamenti climatici. I cui toni sono drammatici, soprattutto per le nuove generazioni.

I bambini nati nel 2021, quando avranno 30 anni, dovranno fare i conti con un Pianeta ineluttabilmente trasformato dalla crisi climatica. Tra mancanza d’acqua, migrazioni di massa, malnutrizione crescente e estinzioni di specie animali e vegetali, il riscaldamento globale avrà reso la vita sulla Terra ben più complicata rispetto ad oggi. L’allarme, stavolta con toni drammatici, è arrivato da una bozza del nuovo rapporto dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici, che è stata svelata mercoledì 23 giugno dall’agenzia Afp.

La versione definitiva del rapporto Ipcc sarà pubblicata nel febbraio del 2022

Secondo il documento, anche se il ritmo di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra dovesse essere sostenuto, gli impatti su animali, flora e esseri umani saranno comunque devastanti. “La vita sulla Terra può ristabilirsi in caso di cambiamenti climatici massicci, evolvendo verso nuove specie e creando nuovi ecosistemi. Ma per l’umanità questo non è possibile”, spiega il rapporto tecnico a pagina 137.

In generale, i toni utilizzati dagli scienziati appaiono apocalittici. Si parla apertamente di cataclismi e si mettono in guardia, per l’ennesima volta, i governi circa la necessità di agire immediatamente e di farlo in modo efficace. Benché si tratti di una bozza, inoltre, secondo la stampa internazionale è difficile immaginare che le conclusioni possano cambiare radicalmente. Il testo definitivo sarà in ogni caso pubblicato nel febbraio del 2022.

La soglia degli 1,5 gradi centigradi è vitale

Purtroppo, dunque, il documento non arriverà prima della ventiseiesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite (Cop 26), che si terrà a Glasgow, in Scozia, nel prossimo mese di novembre. Per lo meno, la diffusione della bozza fornirà ai delegati che parteciperanno un punto fermo. L’Ipcc, come già accaduto con lo Special Report 1.5 pubblicato nel 2018, ha confermato che anche superando “soltanto” la soglia degli 1,5 gradi centigradi di aumento della temperatura media globale, di qui al 2100, rispetto ai livelli pre-industriali, le conseguenze saranno “progressivamente gravi, perdureranno per secoli e in alcuni casi saranno irreversibili”. L’Accordo di Parigi del 2015 indica infatti come limite i 2 gradi, pur chiedendo di rimanere “il più possibile vicini agli 1,5”.

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L’acqua diventerà una risorsa sempre più rara, per colpa del clima e dell’aumento dei consumi
© Christopher Furlong/Getty Images

La posizione dell’Ipcc rappresenta un fattore inquietante soprattutto se si considera che, secondo le previsioni dell’Organizzazione meteorologica mondiale, abbiamo il 40 per cento di possibilità di superare gli 1,5 gradi. “Il peggio è di fronte a noi – ha aggiunto l’Ipcc – e a pagarne le conseguenze, molto più di noi, saranno i nostri figli e i nostri nipoti”. Il rapporto sottolinea quindi i gravi problemi che si produrranno soprattutto nella regione artica, che si riscalda tre volte più velocemente rispetto alla media del Pianeta. Inoltre, gli scienziati ammoniscono sulle conseguenze che si manifesteranno nel settore agricolo e in quelli degli allevamenti e della pesca: “In tutti i sistemi di produzione alimentare, le perdite improvvise si moltiplicano”.

Povertà, migrazioni, malattie: cosa accadrà alla Terra secondo l’Ipcc

Il rischio è che nel 2050 le persone affamate nel mondo cresceranno di 80 milioni di unità, anche mantenendo la crescita della temperatura a 2 gradi centigradi. E già nei prossimi 10 anni potrebbero generarsi 130 milioni di poveri in più. Centinaia di milioni di persone che vivono in aree costiere potrebbero inoltre essere costrette a migrare per la risalita del livello dei mari. 350 milioni di persone in più saranno minacciate dalla scarsità di acqua potabile con 1,5 gradi; cifra che crescerà a 400 milioni se la temperatura raggiungerà i 2 gradi. Gli eventi meteorologici estremi, inoltre, saranno sempre più violenti e frequenti. Ondate di caldo, siccità, uragani, incendi, inondazioni. E a livello sanitario le malattie, soprattutto quelle veicolate da insetti, saranno sempre più minacciose.

Di fronte a tale scenario apocalittico, non esistono soluzioni miracolose. Qualcosa però si può fare per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Non soltanto azzerando il prima possibile le emissioni nette di CO2, ma anche preservando la biodiversità, difendendo ed estendendo le foreste di mangrovie, avviando piani di salvataggio per le popolazioni più in difficoltà. Ancora di più, il nuovo rapporto dell’Ipcc indica che il Pianeta è ad un bivio: o decidiamo di governare una rivoluzione o assisteremo ad una catastrofe.

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