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Strette di mano, sorrisi e speranze nella prima riunione tra Corea del Nord e Corea del Sud. A fornire una speranza di pace, i Giochi Olimpici invernali.
La stretta di mano tra il ministro per l’Unificazione della Corea del Sud, Cho Myoung-gyon, e il presidente della Commissione per la riunificazione pacifica della Corea del Nord, Ri Son-gwon, vale più di mille parole. I volti sorridenti, lo sguardo a favore di obiettivo: il primo incontro ufficiale tra le due nazioni dopo anni di silenzio è sembrato un successo.
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Beninteso: di certo non si può ancora considerare un ricordo il conflitto tra le due nazioni asiatiche. Quello che è stato effettuato è infatti soltanto un primo incontro tra le parti. Ma ciò che ha suscitato grandi speranze è l’immediata volontà, espressa dagli emissari di Pyongyang, di partecipare ai Giochi Olimpici invernali che si terranno a Pyeongchang, in Corea del Sud, a partire dal 9 febbraio.
“La parte nordcoreana ha proposto di inviare una delegazione di alto livello, composta da un comitato nazionale olimpico, da atleti, tifosi, artisti, osservatori, nonché da una squadra dimostrativa di taekwondo e da alcuni giornalisti”, ha fatto sapere alla stampa una fonte del governo di Seul. Lo stesso esecutivo ha anche approfittato dell’apertura effettuata dal regime di Kim Jong-un sullo sfondo delle Olimpiadi invernali per discutere della possibile riunificazione di alcune famiglie che vivono separate dai tempi della guerra di Corea (1950-1953). La storica riunione potrebbe essere effettuata il 16 febbraio, in occasione del nuovo anno lunare e in coincidenza con gli stessi Giochi.
Desideriamo lavorare per fare delle Olimpiadi un festival della pace e un primo passo verso un reale cambiamento nelle relazioni inter-coreane Cho Myoung-gyon
Estremamente positive anche le parole del nordcoreano Ri, che prima dell’apertura delle discussioni ha avanzato l’augurio di “uno scambio sincero e onesto, con l’obiettivo di offrire risultati preziosi al popolo coreano”. Ancor più ottimista il sudcoreano Cho: “Questi colloqui arrivano dopo un lungo periodo d’interruzione. Desideriamo lavorare per fare delle Olimpiadi un festival della pace e un primo passo verso un reale cambiamento nelle relazioni inter-coreane”.
North Korea says it is willing to send delegation to the Olympics but avoids nuclear talk https://t.co/nPyEliMFos
— The Wall Street Journal (@WSJ) January 9, 2018
Un impulso determinante all’avvio di un dialogo è arrivato certamente dall’elezione, nello scorso mese di maggio, del nuovo presidente progressista sudcoreano Moon Jae-in, che ha interrotto un decennio di gelo diplomatico, coinciso con le amministrazioni conservatrici di Lee Myung-bak e di Park Guen-hye. Moon, in particolare, non ha mai modificato la propria posizione di apertura nei confronti di Pyongyang, nonostante l’escalation verbale tra Kim Jong-un e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E nonostante i numerosi test missilistici e nucleari effettuati dalla Corea del Nord nei mesi scorsi.
Lo stesso leader di Seul è riuscito, lo scorso 5 gennaio, a convincere l’amministrazione di Washington a ritardare le manovre militari “Key Resolve” e “Foal Eagle”, che avrebbero dovuto simulare un’invasione della Corea del Nord. Una fiducia nella pace che, forse, ora comincerà a dare i propri frutti.
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