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Dopo essere stati a un passo dall’estinzione negli anni Settanta, queste splendide antilopi sono state salvate e oggi è possibile ammirarle, per la prima volta, nel santuario di Haima in Oman.
Un tempo l’inconfondibile figura dell’orice d’Arabia (Oryx leucoryx), caratterizzata dalle lunga corna scure e dal manto candido, si stagliava in tutti i deserti della penisola araba. A causa della caccia indiscriminata però questa grande antilope fu decimata fino ad essere dichiarata estinta in natura nel 1972. Oggi, a quasi mezzo secolo di distanza, è possibile ammirare nuovamente i maestosi orici d’Arabia allo stato selvatico.
È stata infatti aperta al pubblico la riserva di Haima, nell’Oman, area che ospita circa 750 esemplari di orice d’Arabia. La riserva, che copre una superficie di 2.824 chilometri quadrati, ha svolto un ruolo chiave nella conservazione di questa specie, qui infatti è stato avviato negli anni Settanta un programma di riproduzione in cattività che ha poi consentito nei primi anni Ottanta la reintroduzione di questi animali in natura.
Gli orici d’Arabia sono sempre stati cacciati per la carne e la pelle, ma il punto di non ritorno, che causò l’estinzione della specie in natura, arrivò dopo la Seconda Guerra Mondiale. La grande disponibilità di armi e mezzi di trasporto e la crescente popolarità della caccia sportiva decimarono i branchi di orici.
Se l’uomo ha rischiato di spazzar via per sempre dal pianeta questa specie, l’uomo stesso è poi riuscito a riportarla nei suoi antichi territori. Grazie a efficaci programmi di allevamento e reintroduzione è stato possibile riportare l’orice d’Arabia in diversi paesi arabi, come Israele, Oman, Arabia Saudita, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. La maggior parte degli animali è stata reintrodotta in aree protette e gode di particolari misure di protezione.
L’orice d’Arabia è attualmente classificato dalla Lista rossa della Iucn come specie “vulnerabile”. Un successo straordinario considerato il suo recente passato, è infatti la prima volta che una specie classificata come “estinta in natura” nella Lista Rossa arrivi a questo stato di conservazione risalendo nella graduatoria ben due categorie. Si stima che siano circa 7-8mila gli esemplari di orice d’Arabia esistenti, tra individui selvatici e in cattività, ciononostante sono ancora diverse le minacce per questi animai. Oggi come ieri gli orici devono stare attenti ai cacciatori, anche se la caccia è stata vietata da tempo. Per proteggere gli animali dai bracconieri la riserva è sorvegliata da trenta guardie e una pattuglia della polizia. Gli orici sono inoltre minacciati dal commercio illegale di fauna selvatica e dalla perdita di habitat, causata soprattutto da siccità e pascolo intensivo del bestiame.
L’Oman sembra aver capito il potenziale attrattivo di questi grandi erbivori del deserto e, come testimonia la recente inaugurazione della riserva naturale, sembra voler puntare sull’ecoturismo e sulla valorizzazione del proprio peculiare patrimonio naturalistico.
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