Perché LifeGate chiede di fermare le trivelle

“Volete che, alla scadenza delle concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. È su questo quesito che tutti i cittadini italiani sono chiamati a esprimersi il prossimo 17 aprile con un referendum promosso da nove consigli regionali, appoggiati da numerosi movimenti e associazioni.

LifeGate, punto di riferimento per la sostenibilità in Italia, è ad oggi l’unica realtà del settore privato a entrare a far parte del Comitato nazionale unitario di varie associazioni Ferma le trivelle, nato con l’obiettivo di guidare e coordinare la campagna referendaria e moltiplicare la mobilitazione nazionale e territoriale a favore del “Sì”.

 

Perché LifeGate si mobilita

Lo chiede la community che oggi conta 5 milioni di persone. Questo referendum ha per noi un significato molto più profondo del singolo tema affrontato: si parla del futuro ambientale ed economico del nostro Paese.

 

La posizione di LifeGate

La nostra visione da oltre 15 anni:

  • desideriamo per il pianeta solo energia rinnovabile, pulita e sicura. Un mondo dove i disastri ambientali, capaci di inquinare per secoli, non possano più ripetersi;
  • desideriamo che tutti, istituzioni, aziende, persone mettano il massimo impegno per combattere l cambiamenti climatici. Desideriamo che le guerre legate agli interessi sul petrolio di poche aziende energetiche diventino solo un ricordo lontano.

 

Le ragioni del “Sì” al referendum

  • II nostro Paese e i nostri mari sono ricchi di biodiversità e cultura, da preservare e tutelare. In ogni modo.
  • Le conseguenze dei numerosi incidenti e disastri legati al petrolio sono note. E anche la mancanza di soluzioni capaci di ripristinare lo stato di partenza.
  • È il momento per l’Italia di definire una strategia energetica e una nuova politica industriale. Buona parte del mondo ha già scelto le rinnovabili.

Questa transizione è un’opportunità per l’Italia, che può candidarsi a svolgere un ruolo importante a livello internazionale. Abbiamo le conoscenze, la creatività, l’industria e anche il territorio morfologicamente perfetto.

Serve una nuova direzione. Oggi il piano energetico nazionale rincorre i combustibili fossili in un momento in cui la storia dimostra che non possono essere il futuro, né dal punto di vista sociale, né da quello ambientale, né tantomeno da quello economico.

 

Il valore della coerenza

Alla COP 21 di Parigi e a Expo Milano 2015 gli obiettivi definiti per il futuro  sono stati: la lotta ai cambiamenti climatici, la valorizzazione del territorio, il turismo sostenibile, i prodotti agroalimentari d’eccellenza, l’innovazione. Tutto questo va nella direzione di una scelta convinta a favore delle rinnovabili e non del petrolio.

Per un Paese senza trivelle a energia rinnovabile invitiamo ad andare il 17 aprile a votare “Sì” al referendum. È dovere e diritto di tutti, per un futuro sostenibile.

 

www.fermaletrivelle.it

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