I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
Il Tar di Bolzano ha accolto il ricorso della Lav e sospeso il provvedimento che autorizzava l’abbattimento di quasi mille marmotte.
È impossibile non amare le marmotte (Marmota marmota), questi grandi roditori dalla folta pelliccia sembrano dei peluche e vivono in gruppi sociali, proprio come noi.
Eppure in Alto Adige qualcuno non ama così tanto le marmotte, la scorsa settimana infatti Arnold Schuler, assessore provinciale all’agricoltura dell’Alto Adige, ha firmato un decreto che autorizzava l’abbattimento di 958 marmotte.
Il provvedimento è stato varato per contrastare, secondo i vertici del settore agricolo provinciale, i danni all’agricoltura causati dagli scavi delle marmotte. Il Tar di Bolzano ha però accolto il ricorso della Lav e sospeso il provvedimento provinciale, ricordando che le marmotte sono specie protetta secondo la legge statale sulla caccia n. 157 del 1992, che punisce la loro uccisione con sanzioni penali. L’associazione animalista ha accusato la Provincia di appoggiare troppo facilmente le richieste dei cacciatori, gestendo in maniera inadeguata la fauna selvatica.
“Ogni anno la Provincia emette decreti di caccia totalmente illegittimi che puntualmente dobbiamo impugnare al Tar – ha dichiarato Eros Torbol, responsabile provinciale della Lav di Bolzano. – Ai danni provocati alla fauna bisogna sommare le spese che la collettività deve sostenere per il ricorso al tribunale, il quale conferma che la fauna è patrimonio di tutti e la Provincia non può violare la legge nazionale per disporre l’abbattimento di animali protetti”.
La condanna a morte per le marmotte, oltre che per i danni agricoli (peraltro rimborsati), era stata emessa perché gli animali metterebbero “a rischio la stabilità dei rifugi e delle stalle, dei supporti di linee a cavo e delle opere per la stabilizzazione dei pendii”. Secondo la Lav tali danni sarebbero stati denunciati dalla Provincia senza prove che supportassero la teoria e senza aver elaborato alcuna misura alternativa che favorisse l’allontanamento degli animali.
“Siamo molto felici per il pronunciamento del Tar grazie al quale le marmotte non corrono più alcun pericolo di essere uccise dai fucili dei cacciatori – ha commentato Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali selvatici – siamo riusciti a fermare un’azione insensata che avrebbe causato inutili sofferenze”.
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