A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
La nuova organizzazione ambientalista di Leonardo DiCaprio ha stanziato circa 4,5 milioni di euro da destinare alle associazioni che da settimane lottano per spegnere gli incendi che stanno devastando la foresta amazzonica.
Molti ritengono che avrebbe meritato l’Oscar come miglior attore molto prima del 2016, quando l’ha ottenuto per la sua interpretazione in Revenant – Redivivo. Di certo Leonardo DiCaprio, attore, produttore cinematografico ed attivista californiano, lo meriterebbe per il suo impegno nella salvaguardia della Terra: dal 1998 la sua fondazione ha sovvenzionato progetti ambientali dislocati sui sette continenti per oltre 100 milioni di dollari. Ora che la DiCaprio foundation è divenuta parte della Earth alliance, un’organizzazione più ampia che il divo di Hollywood ha creato insieme agli amici filantropi Laurene Powell Jobs e Brian Sheth per combattere la crisi climatica e la perdita di biodiversità, sono stati stanziati 5 milioni di dollari (circa 4,5 milioni di euro) per la tutela dell’Amazzonia.
#EarthAlliance has formed an emergency Amazon Forest Fund with $5m to focus critical resources for indigenous communities and other local partners working to protect the biodiversity of the Amazon against the surge of fires. Learn more & donate: https://t.co/uG2WoEoKqx pic.twitter.com/IbcubQCO4v
— Earth Alliance (@earthalliance) August 25, 2019
Il denaro sarà distribuito a cinque associazioni locali che stanno “combattendo i roghi, proteggendo le terre indigene, fornendo assistenza alle comunità colpite”. La foresta amazzonica, infatti, sta bruciando: dall’inizio dell’anno in Brasile sono scoppiati oltre 72mila incendi, ma l’elenco si allunga quotidianamente. Ardono anche Paraguay e Bolivia, causando l’emissione di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera. Le fiamme vengono appiccate per deforestare ampie superfici di terreno da impiegare nell’agricoltura e nell’allevamento, mentre il clima che caratterizza la stagione secca ne favorisce la diffusione.
“Vanno a fuoco i polmoni della Terra”, ha scritto la Rainforest alliance in un post su Instagram che DiCaprio ha condiviso. L’Amazzonia produce poco meno del 10 per cento dell’ossigeno presente nell’atmosfera (la maggior parte proviene dalle alghe, come ha spiegato a Repubblica il ricercatore Giorgio Vacchiano); inoltre ospita “un milione di indigeni, tre milioni di specie animali” e 60mila varietà di piante. È uno degli ecosistemi più preziosi che abbiamo, per questo l’ambientalista non ammette l’idea che potremmo perderlo per sempre. Basti pensare che, come tante stelle di Hollywood, ha comprato un’isola: con la differenza che l’ha fatto per salvarne le mangrovie.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il Pnr è stato posto in consultazione pubblica dai ministeri di Ambiente e Agricoltura e dall’Ispra. Si tratta di un documento atteso da decenni.
Energy2act è il progetto che crea un modello di transizione energetica, a partire dalle comunità di quartiere.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
Situazione in miglioramento, con criticità persistenti in pianura padana, Valle del Sacco, Campania. Ma le nuove direttive obbligano a fare ancora meglio.
Il fenomeno che ha coinvolto il Molise, con forti ripercussioni anche in Puglia, era noto da tempo. Secondo i geologi si sarebbe potuto intervenire.
L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.
Dal 28 marzo c’è allarme in Abruzzo, si rischia un nuovo caso Niscemi: gli esperti parlano di “paleofrana”. Sullo sfondo lacune non locali ma nazionali.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
