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La pesante ondata di siccità a Città del Capo, in Sudafrica, rischia di imporre il blocco della fornitura di acqua, già razionata, a tutta la popolazione.
Città del Capo, in Sudafrica, si prepara al suo “day zero”. Ovvero il giorno in cui le riserve d’acqua saranno talmente basse da costringere le autorità a interrompere l’erogazione. Si tratta della principale conseguenza di una pesante ondata di siccità che si è abbattuta sulla regione. Ad oggi, a disposizione per l’approvvigionamento idrico, è rimasta una quota pari al 26 per cento del livello considerato normale. Quando si toccherà il 13,5 per cento, scatterà la chiusura dei rubinetti: basandosi sulle stime degli esperti, lo “shutdown” è previsto per la metà del prossimo mese di maggio.
Nel frattempo, a partire dal 1 febbraio, sono entrate in vigore nuove regole finalizzate a limitare il consumo. Non è più possibile, infatti, superare il tetto di 50 litri d’acqua al giorno a persona: chi non rispetta la normativa rischia sanzioni particolarmente pesanti, ma appare difficile, se non impossibile, immaginare che le autorità possano monitorare i comportamenti di ciascun cittadino.
Ominous news as we continue to deny climate change. Don’t be foolish enough to think that it can’t happen here one day.https://t.co/B4sLmmmjRD
— Seth MacFarlane (@SethMacFarlane) February 6, 2018
Un corrispondente della radio francese Rfi è stato inviato presso una delle rare fonti d’acqua presenti a Città del Capo. Si tratta di quella di Newlands, situata in fondo ad una stradina in un quartiere periferico della metropoli. Qui, ogni giorno, migliaia di persone si mettono in fila per riempire bidoni e bottiglie, sotto la rigida sorveglianza della polizia.
Quando scatterà il protocollo d’emergenza, nel quartiere la situazione potrebbe diventare apocalittica. Basti pensare che il comune sarà costretto a bloccare l’erogazione a tutti gli abitanti, ovvero a quattro milioni di persone, secondo l’ultimo censimento effettuato nel 2011. Dovrebbero essere attivati 200 punti di distribuzione sul territorio urbano ma a ciascun abitante sarà concessa soltanto una razione minima.
On Day Zero, when tap water shuts off, water rations will become mandatory https://t.co/gKZQ9LBa0h
— National Geographic (@NatGeo) February 7, 2018
Ad aggravare le cose ci sarà poi la politica: Città del Capo è l’unico comune della regione amministrato dal partito Alleanza democratica, che si oppone al governo guidato dall’Anc (Congresso nazionale africano). Il ministro dell’Acqua Nomvula Mokonyane ha fatto comprendere le intenzioni dell’esecutivo a chiare lettere, spiegando che non è previsto lo stanziamento di fondi supplementari per il contrasto alla siccità nella zona.
Occorrerà dunque aspettare la stagione delle piogge invernali, attesa però tra parecchi mesi. Nel frattempo, ad essere colpiti saranno la popolazione e anche il turismo. Città del Capo è infatti la meta preferita da chi si reca in Sudafrica per le vacanze ed è facile immaginare che l’ondata eccezionale di siccità colpirà anche il comparto, causando un importante danno economico.
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