Nel 2025 macellati circa 23mila esemplari, ma i cittadini li considerano sempre più animali d’affezione. Ecco due proposte di legge per dire basta.
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura ha aggiornato la propria Lista Rossa delle specie minacciate, il leone è in pericolo, in ripresa la lince iberica.
Animali e piante si estinguono da sempre, così va la vita (direbbe Billy Pilgrim, protagonista del romanzo Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut). Oggi però si stanno estinguendo ad un ritmo sempre maggiore e senza un adeguato ricambio.
Uno studio pubblicato su Science Advances, sostiene che i vertebrati si stanno estinguendo a un ritmo 114 volte più rapido del normale. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn) sarebbero 22.784 le specie che rischiano di scomparire per sempre.
L’organizzazione ambientalista ha aggiornato la propria Lista Rossa, il più ampio database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali. La Iucn ha evidenziato il successo raggiunto grazie a progetti di conservazione che hanno portato, ad esempio, all’aumento della popolazione di lince iberica (Lynx pardinus), considerato il felino più minacciato del mondo.
Le buone notizie però impallidiscono di fronte alle cattive, che riportano drastici cali degli esemplari di molte specie animali e vegetali. “Il nostro mondo naturale sta diventando sempre più vulnerabile – ha avvertito Inger Andersen, direttore generale della Iucn. – Efficaci programmi di conservazione possono però portare a risultati eccezionali”, ha concluso riferendosi ai piani per la tutela della lince iberica.
La popolazione di questo elusivo mammifero è passata dai 52 esemplari del 2002 agli attuali 156. La specie è passata dunque dalla classificazione “in pericolo critico” alla meno inquietante “in pericolo”. Il merito è del ripristino delle popolazioni di conigli, prede predilette delle linci, e di un programma di allevamento di linci in cattività da reintrodurre in natura.
Buone notizie arrivano anche a proposito dell’otaria orsina di Guadalupe (Arctocephalus townsendi), questa specie di foca ha rischiato più volte l’estinzione a causa della caccia intensiva. Oggi, grazie all’applicazione delle leggi, la popolazione di questi pinnipedi è florida, è passata dai 200-500 individui del 1950 ai circa 20mila individui del 2010.
Altri mammiferi però non sono altrettanto fortunati, come il leone. Il re della foresta rimane classificato come “vulnerabile” a livello globale, con la sua sottopopolazione africana occidentale indicata come “in pericolo critico”, a causa della caccia eccessiva e della diminuzione delle prede. La Iucn ha inoltre evidenziato il declino del gatto dorato africano (Caracal aurata), felino che vive in Africa centrale, che è ora indicato come “vulnerabile”.
Per una specie che faticosamente si riprende ce ne sono migliaia che si avvicinano all’oblio, sempre a causa di un unico comun denominatore, chiamato Homo sapiens.
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