Pneumatici rigenerati, un risparmio economico e un beneficio per l’ambiente

Dal 15 ottobre al 15 novembre si potrà effettuare il cambio invernale degli pneumatici: quelli rigenerati sono di ottima qualità, meno costosi e più sostenibili.

La sostenibilità passa anche attraverso la scelta degli pneumatici. A partire dal 15 ottobre si potrà effettuare il cambio delle gomme dell’auto da quelle estive a quelle invernali, in vista dell’obbligo previsto per legge dal 15 novembre fino al 15 aprile del prossimo anno. Una disposizione del codice della strada – fondamentale per garantire la propria e l’altrui sicurezza – nell’ambito della quale, negli ultimi tempi, sta prendendo piede una soluzione green: quella degli pneumatici rigenerati, già largamente impiegati nel trasporto aereo e in quello stradale pesante, che si stanno imponendo anche nell’ambito del trasporto leggero.

pneumatici ©Ingimage
Sono 400 mila le tonnellate di pneumatici da smaltire ogni anno © Ingimage

Come sono fatti gli pneumatici rigenerati

Negli pneumatici ricostruiti, che conservano integre le caratteristiche strutturali di quelli da cui derivano, viene sostituito il battistrada usurato con del materiale nuovo: nel caso delle automobili è possibile effettuare questa operazione una sola volta, mentre per i mezzi pesanti si arriva anche a tre cambi. I rigidi controlli previsti dalle norme dell’Unione europea disciplinano tutte le fasi del processo di ricostruzione, stabiliscono criteri e requisiti per l’omologazione dell’impianto e definiscono tutte le marcature da riportare: il risultato è un prodotto dagli standard qualitativi e di sicurezza identici a quelli di una gomma nuova, ma al contempo economico ed ecologico. Il costo è inferiore fino al 50 per cento (senza perdere nulla in termini di performance e durata), il che si è tradotto lo scorso anno in un risparmio di 55 milioni di euro per gli automobilisti italiani.

Petrolio
Con l’acquisto di pneumatici ricostruiti si risparmiano 103 milioni di litri di petrolio © David McNew / Staff

I vantaggi ambientali di una scelta sostenibile

Oltretutto l’impatto ambientale di uno pneumatico rigenerato è decisamente più ridotto rispetto a uno nuovo: si tratta di un perfetto esempio di economia circolare, riutilizzo delle risorse, riciclo e minore sfruttamento delle materie prime. Per produrre uno pneumatico nuovo si consumano tra i 20 e i 28 litri di petrolio contro i 5,5 di uno ricostruito; con la rigenerazione si preserva circa l’80 per cento dei materiali, si risparmia il 70 per cento dell’energia e si registra un contenimento delle emissioni di CO2 compreso tra il 24 per cento e il 37 per cento.  Con l’acquisto di pneumatici ricostruiti, nel 2019 gli automobilisti italiani hanno contribuito a risparmiare 20.580 tonnellate di gomme usate non immesse nell’ambiente, 103 milioni di litri di petrolio e 17mila tonnellate di materie prime.

L’acquisto si può effettuare anche online

Negli ultimi anni, oltretutto, ci sono portali che consentono di scegliere queste gomme economiche ed ecologiche con un semplice click. “Per la tutela del pianeta – spiega Paolo Andreozzi, Ceo di Egommerce.it – sono sempre più importanti i comportamenti dei singoli individui. Noi ne siamo convinti da più di dieci anni e, con tutte le nostre risorse, offriamo la possibilità di contribuire concretamente alla diminuzione del cambiamento climatico attraverso l’acquisto di pneumatici rigenerati”. Una gomma abbandonata nell’ambiente impiega cento anni per deteriorarsi completamente. “Il processo di ricostruzione – continua Andreozzi – riduce la produzione di pneumatici fuori uso e rallenta il flusso di smaltimento. In ottica di sviluppo sostenibile, rigenerare è un grande vantaggio e non muoversi in questa direzione vuol dire gettare via la vita di un prodotto progettato per durare più a lungo del solo battistrada”.

Il granulo in gomma può essere utilizzato per asfalti drenanti © Pixabay

Le altre destinazioni degli pneumatici fuori uso

Una volta arrivati alla fine del loro ciclo di utilizzo e se la carcassa è integra, gli pneumatici fuori uso possono dunque essere ricostruiti e diventare come nuovi. Le altre due destinazioni sono il recupero energetico o di materiale. Nel primo caso – che in Italia rappresenta il canale principale – sono impiegati per alimentare centrali elettriche e cementifici; nel secondo, vengono trasformati in un granulo di gomma dalle caratteristiche preziose (resistenza agli agenti atmosferici, elasticità e robustezza), utilizzato per asfalti e dissuasori stradali, aree da gioco e isolamenti termici nell’edilizia.

Il cambio delle gomme: date e obblighi

L’obbligo di circolazione con le gomme invernali su alcune strade urbane, extraurbane e autostrade italiane scatterà il 15 novembre e il cambio si potrà effettuare a partire dal 15 ottobre. È valido per le automobili e per i mezzi pesanti e l’alternativa è avere le catene da neve a bordo o montare gli pneumatici “all season”, validi per tutte le stagioni.

Il progetto Vacanze sicure, realizzato con la collaborazione della Polizia Stradale, mette in luce ogni anno lo stato di salute degli pneumatici degli italiani © Assogomma

Chi verrà sorpreso a guidare senza gomme invernali dove è previsto l’obbligo, incorrerà in una sanzione tra i 41 e i 168 euro nei centri urbani e tra gli 84 e i 335 euro sulle strade extraurbane e in autostrada. In primavera bisognerà invece tornare a montare gli pneumatici estivi, anche in questo caso con una finestra temporale di un mese che andrà dal 15 aprile al 15 maggio.

 

 

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