Mondiali 2018, le Pussy Riot invadono il campo della finale per chiedere la liberazione dei prigionieri politici

Il movimento femminista russo delle Pussy Riot ha fatto un’invasione di campo durante la finale dei mondiali tra Francia e Croazia per chiedere la scarcerazione dei prigionieri politici e di una competizione politica democratica in Russia.

Durante il secondo tempo della finale dei mondiali di calcio, disputata tra Francia e Croazia il 15 luglio a Mosca, in Russia, c’è stata un’invasione di campo. Quattro persone, tre donne e un uomo, hanno fatto irruzione in campo indossando uniformi da poliziotti e correndo verso i giocatori prima di essere bloccate dalla sicurezza ed essere arrestate. L’invasione è firmata Pussy Riot, il collettivo femminista russo che da anni organizza proteste e provocazioni di sfondo politico contro l’establishment e in particolare il governo di Vladimir Putin.

L'invasione di campo delle Pussy Riot durante la finale dei mondiali 2018
Un manifestante del movimento femminista russo Pussy Riot viene portato via dopo l’invasione di campo durante la finale dei mondiali 2018 a Mosca, in Russia © Shaun Botterill/Getty Images

La performance delle Pussy Riot

Rivendicandola sui social media, il gruppo l’ha definita una performance artistica intitolata Policeman enters the game, il poliziotto entra in campo, messa in scena in occasione dell’undicesimo anniversario, proprio domenica, della morte del poeta russo Dmitriy Prigov. Il gruppo conferisce a Prigov, dissidente che ha sfidato l’autorità dell’Unione Sovietica all’interno dei suoi scritti, il merito di aver creato l’immagine di un poliziotto etereo, celeste, portatore dello status di nazione indipendente all’interno della cultura russa, in contrapposizione alla figura di poliziotto terreno, appartenente alle istituzioni.

“Il poliziotto celeste tocca delicatamente un fiore in un campo e si rallegra delle vittorie della squadra di calcio russa, il poliziotto terreno è indifferente allo sciopero della fame di Oleg Sentsov. Il poliziotto celeste protegge il sonno dei bambini, il poliziotto terreno perseguita i prigionieri politici e incarcera per like e repost”. Nel testo del messaggio, il movimento menziona Oleg Sentsov, il regista ucraino condannato a 20 anni di carcere in Russia nel 2014 per essersi opposto all’annessione della Crimea da parte della Russia, e che nel mese di giugno ha intrapreso uno sciopero della fame per chiedere la liberazione dei prigionieri politici.

L'invasione di campo delle Pussy Riot durante la finale dei mondiali 2018
Il movimento femminista russo Pussy Riot ha fatto un’invasione di campo durante la finale dei mondiali 2018 a Mosca, in Russia © Shaun Botterill/Getty Images

Chi sono le Pussy Riot e cosa hanno fatto in passato

Nella rivendicazione dell’atto, le Pussy Riot spiegano che quella dei mondiali è stata l’occasione giusta per ricordare come potrebbe essere il futuro del paese secondo questa concezione, facendo un elenco per chiedere che vengano liberati tutti i prigionieri politici, non vengano arrestate persone per i “like”, non ci siano più arresti illegali durante le manifestazioni, venga permessa la concorrenza politica, non vengano inventate accuse criminali e non vengano detenute persone senza ragione, e che il poliziotto terreno diventi il poliziotto celeste.

Le Pussy riot sono spesso ricordate per essere state al centro dell’attenzione internazionale dopo l’accusa di comportamento violento e oltraggioso nel febbraio 2012, quando erano entrate nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca e si erano esibite sull’altare della chiesa con una canzone il cui ritornello inneggiava alla caduta del presidente russo: “Madonna, liberaci da Putin”. Dopo essere state condannate e incarcerate, erano state liberate in quella che molti hanno definito una mossa diplomatica del presidente in vista delle Olimpiadi invernali di Soči del febbraio 2014, per evitare dibattiti internazionali sulla tutela dei diritti umani in Russia.

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