Diritti animali

Rapporto zoomafia 2018, il maltrattamento di animali è un reato in aumento

I maltrattamenti nei confronti degli animali sono in aumento. Lo rileva il Rapporto zoomafia della Lav, che contiene dati allarmanti.

I maltrattamenti nei confronti degli animali sono un reato in costante aumento nel nostro paese. È quanto emerge dal Rapporto zoomafia 2018 “Crimini e animali”, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio zoomafia della Lav (Lega anti vivisezione), che per questa edizione ha avuto il patrocinio del Comando generale dell’Arma dei carabinieri e della Fondazione Antonino Caponnetto. Dal rapporto si evincono dati allarmanti.

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Nel 2017 sono stati aperti circa 26 fascicoli al giorno, uno ogni 55 minuti per reati a danno di animali, e una persona è stata indagata ogni 90 minuti circa. Secondo i dati forniti alla Lav sono state 115 le procure ordinarie e 25 le procure presso i tribunali per i minorenni (pari all’83 per cento di tutte le procure del paese) a farsi carico dei procedimenti legali. Il dato che salta subito agli occhi è che, rispetto al 2016, i procedimenti per reati contro animali sono aumentati del 3,74 per cento (7.100 fascicoli nel 2017 contro i 6.844 del 2016).

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Razze come il Cane Corso, il Pitt Bull o lo Staffordshire a cui vengono amputate orecchie e coda, sono usate spesso nei combattimenti clandestini © Pixabay

I combattimenti tra animali sono il vero allarme, e costituiscono un lucroso affare per la criminalità organizzata. Il rapporto evidenzia che ci sono migliaia di animali vittime ogni anno delle lotte clandestine. Molti sono stati i cani ritrovati con ferite da morsi o morti con cicatrici riconducibili ai combattimenti, si moltiplicano i sequestri di allevamenti di razze da combattimento come il pit bull, e ci sono pagine internet o profili Facebook che esaltano i cani destinati a questi scopi. Secondo il rapporto sono in aumento anche le corse clandestine di cavalli, i maltrattamenti negli allevamenti di animali destinati al macello, e persino di pesci nel settore ittico.

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Anche le corse clandestine, con conseguente morte o ferite gravi dei cavalli, sono in aumento secondo il rapporto di Ciro Troiano © Pixabay

La classifica delle regioni italiane nel Rapporto zoomafia

La procura di Brescia si conferma quella con più procedimenti per reati contro gli animali nel 2017 (527 con 387 indagati); di questi oltre la metà è legata alla caccia. “È noto – ha sottolineato Ciro Troiano nel suo rapporto – che la provincia di Brescia rappresenta l’hotspot del bracconaggio più importante d’Italia”. Seguono Vicenza, Udine, Verona, Napoli, Roma, Milano, Torino e Palermo. Fa da contraltare Crotone con zero procedimenti nel 2017 mentre la procura con meno fascicoli è quella di Savona (3 procedimenti a carico di ignoti).

Un panorama comunque sconcertante e nel contempo decisamente allarmante che non vede sostanziali differenze fra nord e sud, come se il nostro paese fosse unito da una triste geografia riguardante i soprusi e le torture nei confronti degli animali. Il reato più contestato resta, a ogni modo, quello di maltrattamento di animali (il 31,19 per cento del totale dei procedimenti), con un aumento delle inchieste rispetto al 2016 pari al 3 per cento. Crescono anche i fascicoli aperti per uccisione di animali (il 30,91 per cento del totale, l’1,72 per cento in più sul 2016).

E aumentano in maniera consistente i reati venatori, il 17,18 per cento del totale, +6,82 per cento rispetto all’anno precedente. Sono in aumento, infine, l’uccisione di animali altrui, il traffico di cuccioli (soprattutto dai paesi dell’est europeo), l’organizzazione di combattimenti tra animali, le competizioni non autorizzate, gli spettacoli e le manifestazioni vietate per pratiche di maltrattamento animale.

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