Cooperazione internazionale

I rifugiati non sono mai stati così tanti dalla Seconda guerra mondiale

Siria, Repubblica Centrafricana, Ucraina. Sono questi i paesi che hanno contribuito a portare il numero dei rifugiati ai livelli della Seconda guerra mondiale nel 2013.

Il numero di rifugiati nel mondo non è mai stato così alto dalla Seconda guerra mondiale. Nella Giornata a loro dedicata, le Nazioni Unite (Onu) hanno diffuso numeri piuttosto gravi raccolti nel rapporto Global trends che evidenziano come la pace sia in pericolo negli ultimi anni nonostante ci siano poche guerre aperte tra stati. Spinto dalla drammatica crisi in Siria, il numero di persone che hanno abbandonato le loro case alla fine del 2013 erano 51 milioni, sei in più rispetto all’anno precedente. Di questi, 16,7 milioni sono richiedenti asilo in un altro paese.

 

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La Giornata mondiale del rifugiato si celebra ogni anno il 20 giugno ed è stata voluta dall’Assemblea generale dell’Onu con una risoluzione adottata il 4 dicembre 2000. La prima Giornata è stata così celebrata nel 2001 in occasione dei 50 anni dall’adozione, il 20 giugno 1951, della Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato.

 

Secondo Antonio Guterres, a capo dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), “non siamo di fronte a un semplice incremento, stiamo vivendo un vero e proprio balzo nel tempo”. I nuovi rifugiati nel 2013, infatti, sarebbero 11 milioni, mentre la metà del totale è rappresentata da bambini, la percenutale più alta da dieci anni.

Se il numero di nuovi rifugiati è aumentato, quello delle persone tornate alla normalità nel loro paese e nelle loro case nel 2013 è ai minimi, sono solo 414mila.

 

Oltre alla Siria, a contribuire a questo balzo ci sono stati anche gli scontri e le violenze scoppiati in paesi quali la Repubblica Centrafricana, il Sud Sudan e l’Ucraina. Per non parlare degli sviluppi recenti in Iraq che potrebbero rendere il 2014 un anno altrettanto negativo dal punto di vista dei civili costretti in una situazione di disagio. L’Afghanistan rimane comunque il primo paese al mondo con oltre due milioni e mezzo di rifugiati.

 

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“Questo dimostra che la comunità internazionale oggi, ha un potere limitato di prevenire i conflitti e di trovare soluzioni per tempo”, ha detto Guterres. “Il Consiglio di sicurezza è paralizzato in molte crisi importanti”. E a farne le spese sono sempre le persone più povere: l’86 per cento dei rifugiati proviene da paesi in via di sviluppo.

 

Nella gallery, il campo rifugiati di Dabaab, in Kenya. È uno dei più vecchi e vasti al mondo con 332mila persone al suo interno provenienti soprattutto dalla Somalia. Originariamente era stato concepito per 90mila rifugiati.

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