Cooperazione internazionale

Rifugiati. Cosa possiamo fare noi per aiutarli

Dalle donazioni alle Ong impegnate sul campo, al volontariato attivo, all’ospitalità. Ecco alcuni suggerimenti per chi vuole fare la propria parte.

Le immagini sono chiare davanti ai nostri occhi. Treni presi d’assalto, confini chiusi, lunghissime code per raggiungere gli stati europei. Famiglie intere che lasciano la propria terra perché lacerata dalla guerra, magari perché il villaggio o la città dove vivevano, lavoravano, studiavano, semplicemente non esiste più.

 

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Sono molte le organizzazioni non governative e le associazioni impegnate a dare aiuto ai rifugiati, sia in patria che all’estero, allestendo i campi e fornendo loro aiuti di prima necessità e sostegno umanitario. Ad oggi solo per la Siria, si parla di almeno quattro milioni di persone, secondo i dati forniti da Unhcr (l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati). Ed è una vera e propria corsa alla solidarietà quella messa in atto da moltissimi cittadini europei in questi giorni, proprio perché non indifferenti a quello che è considerato come una vera crisi umanitaria. Ecco come possiamo contribuire.

 

Donazioni

 

Save the Children L’ong lavora con i rifugiati e i migranti fin dalla sua fondazione, quasi un secolo fa e oggi sta accompagnando i bambini durante il loro percorso migratorio. È infatti presente nei paesi di provenienza dei bambini, come la Siria, e lavora nei paesi di transito, come la Turchia, l’Egitto e l’Italia per proteggerli e supportarli. È inoltre presente anche in paesi come la Grecia e la Germania per aiutarli a comprendere i propri diritti e a garantir loro l’accesso alle cure e al riparo di cui necessitano. A breve sarà in Macedonia e Ungheria. In Italia fornisce assistenza e protezione dei minori a Lampedusa, Augusta, Catania, Palermo, Trapani, Messina e Porto Empedocle.  Ha aperto due spazi a misura di bambino nelle stazioni di Roma Tiburtina e Milano Centrale e ampliato le attività nei centri per minori in situazioni di particolare svantaggio a Roma, Milano e Torino.

Per sostenere il lavoro dell’Organizzazione

 

Unhcr L’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati sta contribuendo agli sforzi per affrontare la situazione. Ciò comprende i servizi di interpretariato, informazioni legali e assistenza di emergenza di base. L’Agenzia fornisce assistenza umanitaria di base come acqua, barrette energetiche, sacchi a pelo e kit igienici. Ha la capacità di mobilitare in ogni angolo del pianeta più di 300 operatori qualificati per soccorrere 600.000 persone entro 72 ore dallo scoppio di un’emergenza, come quella che stiamo vivendo in questi giorni. Pochi giorni fa ha lanciato un appello: “Se appena l’1 per cento dei milionari italiani donasse 15 mila euro, l’Unhcr disporrebbe di fondi sufficienti per assistere 22 mila famiglie siriane, riducendo il rischio che migliaia di bambini finiscano nella rete dei trafficanti di esseri umani”. Con la campagna Diventa un angelo dei rifugiati, è possibile attivare una donazione regolare mensile, anche di 10 euro. Per i titolari di reddito di impresa, le donazioni all’Unhcr sono deducibili fiscalmente al 100 per cento. Per sostenere il lavoro dell’organizzazione

 

Sos Villaggio dei bambini L’ong con il Programma di emergenza Sos, iniziato a fine agosto ha come destinatari i minorenni non accompagnati, le donne in gravidanza, le mamme con bambini e le persone colpite da grave malnutrizione. Le principali attività consistono nella creazione di spazi a misura di bambino dove vengono forniti rifugio, supporto medico e psicologico a bambini, ragazzi e famiglie, pacchi alimentari che non necessitano di cottura per il prosieguo del viaggio dei migranti, supporto alimentare per i casi di grave malnutrizione e indumenti, pannolini, coperte, kit igienici, servizi igienici mobili, tende, lavatrici, asciugatrici e accesso a internet per facilitare i contati con le famiglie o parenti rimasti nei Paesi di provenienza. È attiva in Grecia, Macedonia, Ungheria, Armenia, Serbia e Austria. Per sostenere il lavoro dell’organizzazione

 

Caritas Anche l’organismo pastorale della Cei raccoglie donazioni in favore dei rifugiati. Nei quattro anni di guerra civile siriana, la Caritas italiana ha finanziato progetti per 1.878.500 euro in Siria, Libano, Giordania, Turchia, grazie anche a un contributo dalla Cei di un milione di euro dai fondi 8 per mille. Più di 400mila euro sono stati destinati alle diverse attività di Caritas Siria. Lavora con un progetto pilota in Libano, per una serie di incontri di formazione e di attività pratiche in tutto il paese, volti ad apprendere le tecniche di risoluzione pacifica dei conflitti, e destinato a giovani rifugiati siriani e libanesi. L’intera rete Caritas, solo nel 2014, ha aiutato oltre 1,2 milioni di persone in Siria, Libano, Giordania, Turchia e Iraq. Da ottobre lancerà l’iniziativa Rifugiato a casa mia pensata per quelle famiglie che vogliono dare la propria disponibilità ad ospitare un rifugiato. Ci si può candidare contattando le venti Caritas diocesane presenti in Italia. Per sostenere il lavoro dell’organizzazione

 

Google. Il colosso di Mountain View ha avviato una raccolta fondi via web, con una pagina dedicata. L’azienda americana ha già donato 1 milione alle organizzazioni impegnate sul campo (molte delle quali citate qui), e chiede a tutti gli utenti di fare altrettanto. Per ogni donazione, Google corrisponderà lo stesso valore, così da radoppiare i fondi raccolti.  Le donazioni verrranno trasmesse direttamente a Network for Goods, che lo distribuirà alle organizzazioni non gorvernative. Ad oggi sono già stati raccolti più di 5 milioni di euro.

 

Beni di prima necessità

Soserm (Sos Emergenza Rifugiati Milano) è tutti i giorni in Stazione Centrale da oltre un anno. Qui si possono portare tutti i giorni dalle 10 alle 14. Prima di andare è opportuno scrivere a [email protected]

Frutta fruibile al momento, succhi di frutta, merendine, sottilette, formaggini monoporzione, pane (fresco o a fette), marmellate monoporzione, nutella monoporzione, brioches, focacce (senza prosciutto), pizze (senza prosciutto), snack salati, tovaglioli, piatti di plastica, bicchieri, posate di plastica.

 

Per quanto riguarda i vestiti servono nei centri di accoglienza:

  • via Aldini 74/A gestito da Fondazione Progetto Arca (chiamare il 345 7608608 per concordare la consegna)
  • via Salerio 51 gestito da Farsi Prossimo (chiamare il 338 2836285 per concordare la consegna)
  • via Corelli 28 gestito da Gepsa (chiamare il 342 6396889 per concordare la consegna)

 

Progetto Arca Onlus Sempre in Centrale l’associazione ha riqualificato i locali dell’ex dopolavoro ferroviario di via Tonale (angolo Sammartini) realizzando l’hub per il primo soccorso ai profughi in transito in città. Uno spazio di 500 metri quadrati messo a disposizione da Ferrovie dello Stato. Anche qui è possibile portare beni di prima necessità.

 

Amici del Baobab La libera associazione di cittadini è operativa a Roma. La sede si trova in via Cupa 5 tra il piazzale del Verano e la stazione Tiburtina. Dalla pagina Facebook e a questo link c’è una lista aggiornata quasi quotidianamente su quanto può servire al centro. “Al Baobab sono transitati circa 25mila migranti (cifra stimata valutando le presenze ai pasti e considerando quattro giorni di permanenza media), accolti da almeno 200 volontari (e qui è impossibile fare una stima, in quanto non vengono prese le presenze e sono davvero tante le persone passate anche per solo poche ore a dare una mano) e sostenuti da centinaia di donatori“.

 

Volontariato

È anche possibile partecipare attivamente, appoggiandosi alle decine di associazioni presenti nel nostro territorio e all’estero. Oltre a quelle già citate, è possibile contattare Emergency, Amnesty International, Croce Rossa, Mani Tese, Oxfam Italia e le molte altre associazioni più piccole presenti nei paesi di residenza.

 

Per suggerimenti o segnalazioni, potete lasciare il vostro commento qui sotto.

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