Sciur, come si beve in modo sostenibile

Sciur, dalla Valtellina un nuovo vino punta a diventare un modello di riferimento per una produzione che rispetti l’ambiente, il territorio e le persone.

Dalla Valtellina arriva un vino che racconta una storia di sostenibilità e punta a diventare un modello di riferimento per la produzione enologica che rispetti l’ambiente, il territorio, le persone, il sociale. E sia durevole nel tempo. Sciur è il nome del nuovo vino della cantina Nino Negri, acronimo di sostenibile, concreto, innovativo, unico e responsabile.

 

Lo scopo non era quello di realizzare un vino buono (cosa scontata), ma una metodologia per dimostrare come dovrebbe muoversi la viticultura nei prossimi anni. La sfida è quella di fare un vino con un processo produttivo sostenibile. Il che si traduce in una gestione agronomica del vigneto senza uso di diserbanti, con solo concimi naturali e la pratica di sovesci, scelte ponderate degli antiparassitari, la potatura soffice, la decisa riduzione di solfiti nel vino, la gestione delle risorse idriche, l’ecopackaging, la bottiglia alleggerita, l’eliminazione delle etichette, la capsula, il tappo e il cartone riciclabili.

 

Ma anche in altre iniziative responsabili: un progetto di stage per giovani muratori in collaborazione con il polo di Formazione professionale della Valtellina per l’apprendimento delle tecniche di mantenimento e costruzione dei muretti a secco, la devoluzione di un euro per ogni bottiglia Sciur venduta per progetti di salvaguardia e conservazione dei muretti a secco e la tutela e sviluppo della biodiversità della flora e della fauna.

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