Se i limoni che avete in casa sono biologici, è preferibile consumarli con tutta la scorza. La buccia di limone, infatti, è ricca di gusto e di principi attivi. E può fare la differenza in molte ricette.
Quando capita di trovare la buccia di limone all’interno della lista di ingredienti di una ricetta, c’è da considerare che questa non è importante solo per la sua capacità aromatica, ma anche per la presenza di nutrienti e preziosi antiossidanti naturalidal testato effetto anti-age.
Racchiude diverse vitamine, in particolare la C, in misura di molto superiore a quella del succo stesso di limone. Ricca di gusto, ha spiccate proprietà terapeutiche: è tonica, favorisce l’attività dello stomaco, elimina i gas intestinali. L’olio essenziale contenuto nella buccia di limone ha proprietà antisettiche e balsamiche (utile nelle infezioni delle vie respiratorie) ed è molto efficace come battericida, antibiotico e fungicida. I flavonoidi, di cui la scorza è particolarmente ricca, stimolano la funzionalità dei vasi sanguigni.
Ecco i dati diffusi in occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare e i progetti che salvano il cibo dalla spazzatura.
Un team di ricercatori in Portogallo ha analizzato i polifenoli nell’olio extravergine d’oliva biologico e in quello da agricoltura integrata osservando che sono più elevati in quello bio.
Con gli esperti di Prevenzione a Tavola, una puntata speciale del podcast News dal pianeta Terra dedicata alla dieta mediterranea, quella che tutti dovremmo conoscere.
Negli ultimi 4 anni, i prezzi alimentari hanno subìto un’impennata e l’Antitrust ha avviato un’indagine sul ruolo della grande distribuzione organizzata. Ne abbiamo parlato con Alessandra Rivolta, esperta di Altroconsumo.
L’immunologo Attilio Speciani ci ha spiegato cosa pensa della nuova piramide alimentare degli Stati Uniti. La sua analisi sulle linee guida e sull’influenza delle lobby.
Da una ricerca francese sono stai pubblicati due studi che evidenziano l’associazione tra un maggiore consumo di conservanti e un aumento del rischio di cancro e diabete di tipo 2.
Il 2026 è stato proclamato Anno Internazionale della Donna contadina dalla Fao, per favorire azioni globali per la parità di genere e l’emancipazione femminile nei sistemi agroalimentari.
Secondo il dossier Stop Pesticidi nel piatto 2025 di Legambiente, su 4.682 campioni di alimenti, il 48 per cento contiene residui di sostanze chimiche.