Il solare e l’eolico sono più convenienti dei combustibili fossili

Le rinnovabili diventano sempre più competitive. In alcune aree è addirittura più conveniente produrre energia elettrica con il sole o il vento rispetto a gas e carbone.

Non si arresta la competitività economica delle rinnovabili rispetto ai combustibili fossili. Quello che anni fa poteva sembrare un miraggio, oggi è realtà.

 

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Ad affermarlo l’ultima ricerca di Bloomberg new energy finance (Bnef) che considera il costo di produzione dell’elettricità (Levelized cost of electricity, Lcoe) relativo alla seconda metà del 2015, sulla base di migliaia di dati relativi a progetti sparsi in tutto il mondo. Per il calcolo del Lcoe sono stati valutati i costi di finanziamento, di realizzazione, di attività e manutenzione di un impianto.

 

 

 

 

I dati parlano chiaro: eolico onshore (ovvero impianti eolici a terra) e solare fotovoltaico, oggi le tecnologie rinnovabili più utilizzate (idroelettrico a parte), hanno abbattuto i costi di generazione elettrica, mentre gli impianti a gas e carbone hanno registrato un aumento rispetto al primo semestre di quest’anno.

 

Secondo Seb Henbest, responsabile per le aree di Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) di Bloomberg New Energy Finance, il report “mostra come eolico e solare continuino a diventare sempre più economici grazie sia al continuo calo dei costi delle tecnologie, sia a una diminuzione degli oneri finanziari”, mentre i costi di gas e carbone crescono a causa delle esternalità e perché vengono utilizzati in misura minore.

 

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I numeri che spiegano il trend

Ecco alcuni dati riportati nel report di Bnef che mostrano come le rinnovabili stiano battendo i combustibili fossili in termini di costi medi di produzione. I valori sono espressi in dollari per megawattora (MWh).

 

Tecnologie rinnovabili:

 

  • eolico su terraferma è sceso da 85 dollari a 83 dollari a livello globale
  • solare fotovoltaico è calato da 129 dollari a 122 dollari
  • eolico in mare sebbene i costi stiano diminuendo più lentamente rispetto all’eolico onshore, è passato da 176 dollari a 174 dollari, e resta comunque più costoso rispetto ai combustibili fossili.

 

Per quanto diguarda i combustibili fossili, il trend indicato dai dati riporta che:

 

  • Il carbone è cresciuto in Europa da 82 dollari a 105, in America da 66 dollari a 75 dollari e nell’Asia Pacifica da 68 dollari a 73 dollari.
  • Gli impianti a ciclo combinato alimentati a gas naturale sono passati da 103 dollari a 118 dollari nell’aerea EMEA , così come in altre regioni raggiungendo gli 83 dollari in America e i 93 dollari nell’Asia Pacifica.

 

Il nucleare, come il gas e il carbone, ha costi medi di produzione elettrica piuttosto differenti nelle diverse aree geografiche, ma ha comunque registrato anch’esso un incremento. Nell’area EMEA il costo medio è di 158 dollari, mentre in America si arriva a 261 dollari.

 

Guardando i singoli paesi presi in esame dal rapporto di Bnef, salta all’occhio in modo particolare la situazione di:

  • Germania, dove i costi dell’eolico onshore sono di circa 80 dollari, contro i 118 dollari del gas e il 106 dollari del carbone
  • Regno Unito, dove l’eolico arriva 85 dollari mentre gas e carbone hanno un costo di generazione di 115 dollari

 

In Cina l’eolico (77 dollari) è più conveniente rispetto al gas (113 dollari), ma è più caro rispetto al carbone che invece ha costi di generazione di 44 dollari, mentre il solare fotovoltaico è di 109 dollari.

 

Luca Mills, analista per l’energia di Bnef, ha spiegato che “i costi di generazione continuano a variare da regione a regione”, perché influenzati da un elevato numero di fattori, tra cui il boom dello shale gas negli Usa, il prezzo delle emissione di carbonio in Europa, la normativa differente rispetto al nucleare nei diversi Paesi e il differente livello di incentivi dato al fotovoltaico.

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