La Spagna vuole il 100% di rinnovabili entro il 2050

Il governo spagnolo ha annunciato una proposta di legge sul clima che supera gli obiettivi europei e che punta a produrre tutta l’elettricità da fonte rinnovabile entro la metà secolo. E azzera i sussidi alle fossili.

Una tabella di marcia serrata, quella della Spagna e decisamente ambiziosa, forse la migliore presente nel panorama europeo oggi. La proposta presentata martedì 13 novembre dal governo spagnolo intende arrivare al 100 per cento di produzione elettrica da rinnovabili e alla riduzione delle emissioni del 90 per cento rispetto ai livelli del 1990, entro il 2050.

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La torre solare in Andalusia, produce elettricità per 6mila famiglie © Denis Doyle/Getty Images

“La legge spagnola sul clima è pionieristica. Pianificando una politica a emissioni zero, la Spagna dimostra che la battaglia contro il cambiamento climatico è estremamente seria, e che sono pronti a intensificare e pianificare per raccogliere i frutti della decarbonizzazione”, ha detto Laurence Tubiana, amministratore dell’European climate foundation. “Mentre la Commissione europea sta per presentare la sua strategia a lungo termine sul clima, la Spagna sta mostrando loro la strada, fornendo un esempio ispiratore sull’azione per il clima in Europa”.

Una transizione energetica che viene considerata una grande opportunità economica, spiegano dal governo spagnolo e che prevede andare oltre gli obiettivi europei presentati lo stesso giorno a Strasburgo. La Spagna infatti punta a superare l’obiettivo Ue del 32 per cento di rinnovabili e installare il 35 per cento di energia rinnovabile entro il 2030, con almeno il 70 per cento di elettricità rinnovabile. Inoltre punta a migliorare l’efficienza energetica del 35 per cento, andando oltre l’obiettivo Ue del 32,5 per cento.

Sole, vento e acqua. L’energia della Spagna

La produzione di elettricità spagnola nel 2017 si attestava intorno ai 248.424 GWh. L’energia rinnovabile ha però visto scendere notevolmente la sua quota nel mix energetico, scendendo dal 40,3 per cento del 2016 al 33,7 per cento del 2017. Ciò è stato dovuto principalmente all’impatto delle scarse precipitazioni che ha colpito l’intero paese. Livello più basso dal 2005 e che ha ridotto la produzione idroelettrica di ben il 49,1 per cento.

“È emozionante vedere la Spagna segnare il passo nel suo impegno per un futuro alimentato a fonti rinnovabili”, ha detto James Watson, amministratore delegato di SolarPower Europe. “L’ambizione energetica della Spagna è un campanello d’allarme per tutti gli altri stati del mondo, in quanto dimostra ciò che sappiamo: è possibile alimentare le grandi economie con le rinnovabili nel prossimo futuro”.

La Spagna come leader nella politica climatica

“Il progetto di legge spagnola sul clima è un eccellente esempio dell’attuazione dell’accordo di Parigi: stabilisce un obiettivo a lungo termine, fornisce incentivi per aumentare le tecnologie a zero emissioni e si preoccupa di una buona transizione per la forza lavoro”, ha detto Christiana Figueres segretario esecutivo dell’Unfccc (United nation framework convention on climate change). In questo modo la Spagna “guadagnerà economicamente e creerà nuovi posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili. Ciò avviene in un momento importante prima della Cop24 in cui i paesi sono invitati a mostrare come raggiungeranno gli obiettivi dell’accordo e come sono disposti a intensificare gli sforzi nel contesto del Talanoa Dialogue”.

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Nello scenario 100 per cento rinnovabili al 2050 l’eolico soddisferebbe il 37% della domanda di energia @ Gwec

Una protagonista in più per la Cop24, la Spagna

Un segnale forte a poche settimane dall’inizio della Cop24 che si terrà a Katowice. Un segnale partito con l’assunto di voler porre fine a tutte le sovvenzioni ai combustibili fossili e vietare sia il fracking che qualsiasi nuova ricerca petrolifera e di gas. Il paese ha già negoziato un accordo per la chiusura delle miniere di carbone e il ministro per la Transizione ecologica – ebbene c’è anche un ministro per Transizione ecologica – Teresa Ribera, ha personalmente sottolineato il suo desiderio di non lasciare indietro nessuno nella trasformazione verso un’economia decarbonizzata.

Non solo energia, ma anche trasporti: il parco veicoli dovrebbe giungere alle emissioni zero entro il 2050 e la vendita di nuove auto a benzina e diesel sarà proibita entro il 2040. Ma ciò che più colpisce, sopratutto a fronte di ciò che sta accadendo nei nostri confini dove il dibattito politico sul clima è praticamente assente, è che il 20 per cento del bilancio nazionale sarà destinato alla lotta al cambiamento climatico e che tutti i contratti governativi dovranno prendere in considerazione le emissioni. Chissà a Roma cosa ne pensano.

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