Coronavirus

Negli Stati Uniti il coronavirus colpisce molto più i neri dei bianchi

Il coronavirus fa emergere in modo dirompente le disuguaglianze negli Stati Uniti: il Covid-19 uccide soprattutto la popolazione di colore.

In numerose regioni degli Stati Uniti, il Covid-19 sta uccidendo molto più la popolazione nera rispetto a quella bianca. E anche laddove non esistono ancora statistiche ufficiali, sono numerosi i responsabili politici e sanitari ad indicarlo. Il coronavirus, dunque, starebbe facendo emergere in modo dirompente le enormi contraddizioni della società americana.

A Chicago il 72 per cento dei morti è di colore

Secondo quanto riportato dalla stampa americana e internazionale, ad esempio, lo stato federale di New York – che rappresenta il più grande focolaio epidemico – ha deciso di non pubblicare statistiche relative all’origine etnica. Nonostante ciò rappresenti la prassi per tutti i rilevamenti socio-economici: lavoro, disoccupazione, salute, istruzione. Ma nell’Illinois, ad esempio, tra i morti il 41 per cento è rappresentato da persone di colore. Mentre queste ultime rappresentano soltanto il 14 per cento della popolazione.

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Lori Lightfoot è la prima donna, nera ed omosessuale ad essere stata eletta sindaco di Chicago © Scott Olson/Getty Images

Lori Lightfoot, sindaco di Chicago, ha spiegato che nella megalopoli americana il dato è ancor più drammatico: i decessi legati all’epidemia colpiscono nel 72 per cento di casi la porzione nera degli abitanti, nonostante questa rappresenti meno di un terzo del totale. Un elemento di disuguaglianza che, secondo il primo cittadino, “toglie il fiato”. Allo stesso modo, il sindaco di Washington, Muriel Bowser, ha affermato senza mezzi termini: “Ho molta paura per l’impatto sproporzionato che il virus avrà sugli afroamericani”. In Carolina del Nord, i neri morti di Covid-19 sono il 31 per cento del totale, benché rappresentino il 22 per cento della popolazione. In Luisiana – città in cui si trova la capitale New Orleans – i dati sono ancora più evidenti: 70 per cento di decessi di neri rispetto al 33 per cento della popolazione.

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“Ecco cosa significa crescere nero e povero in America”

Parlando all’emittente Cbs, Jerome Adams – anestesista e dirigente dello United States Public Health Service Commissioned Corps – ha spiegato: “Sappiamo che i neri sono più colpiti da diabete, malattie cardiovascolari e polmonari”. Tutte patologie figlie delle diseguaglianze (in termini di istruzione e di accesso ad un’alimentazione sana e alle cure) e che oggi, con l’emergenza-coronavirus, si manifestano in modo dirompente negli Stati Uniti.

Adams stesso, uomo di colore, vive tutto ciò sulla propria pelle: “Io stesso sono iperteso. Ho una malattia cardiaca e sono già stato una settimana in rianimazione per questo. Soffro di asma e sono pre-diabetico. Rappresento un chiaro esempio di cosa significa crescere povero e nero in America”.

Negli Stati Uniti duemila morti al giorno per coronavirus

Considerando l’inquietante espansione dell’epidemia negli Stati Uniti, il problema rischia di trasformarsi in dramma. Negli ultimi due giorni consecutivi, sono morte circa duemila persone sul territorio americano, secondo i dati indicati dall’università Johns Hopkins. Il che porta a quasi 15mila il totale dei decessi.

I casi di contagi nella nazione nordamericana sono inoltre ormai circa un quarto del totale mondiale. Il dato statunitense è arrivato a superare le 400mila unità, con un aumento di quasi 30mila in un solo giorno tra martedì 7 e mercoledì 8 aprile.

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