Stati Uniti, la svolta di Joe Biden arriverà già nel giorno dell’insediamento

Una serie di decreti già preparati dall’amministrazione di Joe Biden consentirà agli Stati Uniti di voltare pagina rispetto al quadriennio di Donald Trump.

Pandemia, ambiente, società, clima, economia. L’America che mercoledì 20 gennaio il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden troverà è sensibilmente diversa da quella di quattro anni fa. Al di là delle opinioni politiche di ciascuno, è senz’altro un’America più divisa, più chiusa, più isolata a livello internazionale.

Il rientro degli Stati Uniti nell’Accordo di Parigi

È per questo che il presidente democratico ha deciso di non perdere tempo. Non appena insediato alla Casa Bianca, firmerà infatti una serie di decreti. Poiché, ha spiegato il suo futuro capo di gabinetto Ron Klain, “abbiamo di fronte delle crisi in atto che necessitano azioni urgenti. Il presidente Biden agirà non soltanto per riparare ai danni più gravi dell’amministrazione di Donald Trump, ma anche per permettere al paese di avanzare”.

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Il presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden © Rick Loomis/Getty Images

Uno dei primi passi sarà quello di far rientrare gli Stati Uniti nell’Accordo di Parigi. La procedura avviata dal miliardario americano nel giugno del 2017 ha preso effetto tre anni dopo, nel novembre del 2020. Già in campagna elettorale, però, Biden aveva promesso di fare retromarcia. Ci vorranno poi dei tempi tecnici relativamente brevi (un mese) affinché l’Unfccc, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, possa renderlo operativo.

Il piano da 1.900 miliardi di dollari di Joe Biden per rilanciare l’economia

Ma la principale emergenza per la nuova amministrazione sarà quella sanitaria. Biden trova una nazione alla soglia dei 400mila morti per Covid-19. E più di un milione di nuovi casi ogni settimana. L’economia, inoltre, è stata fortemente colpita dalla crisi, con la perdita di circa dieci milioni di posti di lavoro.

Per questo Biden ha previsto un piano di rilancio da 1.900 miliardi di dollari. Fatto di assegni per le famiglie, fondi per la riapertura delle scuole, per accelerare test e vaccini, liquidità per le piccole imprese e anche aiuti alimentari per le persone più in difficoltà. Sarà inoltre prolungata la moratoria sulle espulsioni e sui pignoramenti immobiliari per chi non riesce a far fronte alle rate dei mutui.

Sarà cancellato il muslim ban voluto da Donald Trump

Per quanto riguarda i migranti sarà anche eliminato il divieto di ingresso sul territorio americano, imposto ad alcune nazioni a maggioranza musulmana, che aveva fatto discutere e diviso gli Stati Uniti nel 2017, provocando anche una lunga battaglia giudiziaria.

In generale, la scelta di utilizzare lo strumento dei decreti sarà utile al capo di stato per evitare di dover passare per il Congresso. Ed in particolare per il Senato, il cui calendario potrebbe essere particolarmente complicato, dal momento che molto tempo potrebbe essere assorbito dalla seconda procedura di impeachment votata a carico di Donald Trump, sospettato di aver aizzato i rivoltosi che hanno assaltato il Campidoglio il 6 gennaio.

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