I tentativi dell’amministrazione guidata da Donald Trump di rilanciare il settore delle fonti fossili non sono bastati a frenare lo slancio delle energie rinnovabili. Le stime per il 2026, contenute in un rapporto di Standard & Poor’s, indicano che la potenza installata di solare e eolico dovrebbe aumentare di 45 gigawatt, raggiungendo un livello record per gli Stati Uniti.
Numerose imprese hanno accelerati i programmi su solare e eolico
Non appena tornato alla Casa Bianca – come ricorda il Financial Times – Trump non soltanto aveva adottato misure per sostenere carbone, petrolio e gas, ma aveva anche eliminato le importanti sovvenzioni alle rinnovabili introdotte dal suo predecessore, Joe Biden. Decine di progetti furono di conseguenza annullati, e nella normativa battezzata “One big beautiful bill Act” del 4 luglio 2025, fu concesso un limite massimo di dodici mesi per poter beneficiare ancora dei crediti d’imposta concessi a solare ed eolico.
Clean energy booms under Trump despite effort to undercut renewables https://t.co/VWKcwwHHuz
Ciò che si è verificato, però, è un effetto contrario: “Paradossalmente, quella legge ha impresso un formidabile slancio al settore delle rinnovabili, ha osservato, in un articolo pubblicato da S&P Global, Sabah Bayatli, proprietario di Oci Energy, società specializzata nello sviluppo dell’energia solare con sede a San Antonio, in Texas. Numerose imprese hanno infatti accelerato i loro programmi: la stessa Oci Energy ha lanciato ben nove progetti soltanto nel primo semestre del 2026.
Il peso dei data center nella crescita dei consumi negli Stati Uniti
Inoltre, secondo un analista ascoltato dal Financial Times, la stessa amministrazione di Washington si starebbe rendendo conto che le rinnovabili sono indispensabili per rispondere alla crescente domanda di energia. Sostenuta, quest’ultima, soprattutto dalla costruzione di data center legati all’intelligenza artificiale: infrastrutture estremamente energivore, che da sole, secondo uno studio dell’università di Berkeley, potrebbero arrivare a rappresentare fino al 12 per cento del consumo totale americano di qui al 2028.
“Alcuni mega-progetti di data center negli Stati Uniti assorbiranno 10 gigawattora ciascuno. Significa che per alimentarli servirà l’intera produzione di energia elettrica di sette reattori nucleari Epr”, ha sottolineato di recente Jean-Marc Jancovici, ingegnere e fondatore del think tank The Shift Project.
Il 93 per cento della nuova capacità installata nel 2026 proviene da rinnovabili
Le rinnovabili sono anche per questo necessarie. Ben il 93 per cento della nuova capacità installata per la produzione di energia negli Stati Uniti, quest’anno, sarò rappresentato proprio dalle energie pulite (incluso lo stoccaggio attraverso batterie, come indicato sa un rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia). D’altra parte, installare un parco fotovoltaico è un’operazione infinitamente più rapida rispetto a trivellare alla ricerca di petrolio oppure costruire una nuova centrale a gas.
Senza dimenticare che, secondo la società di consulenza americana Lazard, il costo medio per una centrale solare negli Stati Uniti è oggi compreso, a seconda di una serie di fattori, tra 40 e 98 dollari per megawattora, e quello per l’eolico terrestre è compreso tra 37 e 99 dollari. Per una centrale a gas servono invece tra 51 e 129 dollari. La transizione ecologica, insomma, è più utile per ambiente e clima, più rapida e anche più redditizia, anche negli Stati Uniti.
Un sondaggio del Pew Research Center evidenzia come una schiacciante maggioranza di americani punti sulle fonti rinnovabili. Trump se ne faccia una ragione.
Ufficiale l’impegno al rafforzamento, nel mix energetico, della quota prodotta con i reattori di terza e quarta generazione. Ecco come ci siamo arrivati.