I kayak ostacolano la petroliera, la protesta di Greenpeace contro Shell
Gli attivisti di Greenpeace hanno ritardato la partenza della piattaforma petrolifera di Shell diretta in Alaska per iniziare le esplorazioni petrolifere.
Gli attivisti di Greenpeace hanno ritardato la partenza della piattaforma petrolifera di Shell diretta in Alaska per iniziare le esplorazioni petrolifere.
Un oleodotto che passa vicino a Santa Barbara, in California, si è rotto nella giornata di martedì 19 maggio causando una fuoriuscita che sembra essere vicina ai 400mila litri (105mila galloni) di petrolio. Gli operai sono già al lavoro per rimuoverlo dalla sabbia e dalle rocce, ma sembra che 80mila litri (21mila galloni) abbiano raggiunto
La vera portata del disastro ambientale è ancora in fase di studio, la National Wildlife Federation ha però pubblicato uno studio sugli impatti sulla biodiversità.
Le immagini scattate da Greenpeace non lasciano dubbi sulla fine del peschereccio russo Olev Nayvdon, già denunciato per attività di pesca illegale.
Con un contatore realizzato dal Guardian, è possibile scoprire quanti barili di petrolio siano stati estratti negli ultimi 100 anni. Per cambiare rotta.
I sei attivisti di Greenpeace sono ancora a bordo della nave che sta trasportando la piattaforma Shell verso l’Artico.
I manifestanti protestano contro la decisione del governo americano che ha approvato il progetto di trivellazione dell’Artico di Shell.
Il Canada ha organizzato incontri tra le imprese petrolifere e capi delle tribù indigene per cercare di ottenere il sostegno per la costruzione di oleodotti e gasdotti sulle loro terre.
Nel rapporto “Financing the future of energy” vengono mostrati quali sono i settori energetici dove investire nei prossimi anni. E i risultati non lasciano dubbi.
La comunità dei Kichwa ha sbarrato il fiume Tigre per impedire l’accesso alle imbarcazioni della compagnia petrolifera Pluspetrol.