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Nel rapporto “Financing the future of energy” vengono mostrati quali sono i settori energetici dove investire nei prossimi anni. E i risultati non lasciano dubbi.
“Il finanziamento di forme di energia sostenibile offre eccellenti opportunità per il settore bancario delle Regioni del Golfo”. S’intitola così uno dei capitoli del corposo rapporto redatto e realizzato dall’università di Cambridge in collaborazione con il PwC’s Sustainability and Renewables per conto della National Bank of Abu Dhabi (NBAD).
Il rapporto mostra quali saranno i settori dove investire nei prossimi 20 anni, e fin dalle prime pagine risulta chiaro come sia il settore della produzione di energia da fonti rinnovabili quello con il più alto margine di guadagno.
In uno scenario dove la domanda di energia crescerà di 170 GW nelle sola penisola araba, triplicando nel periodo 2013-2019, l’approvvigionamento di energia è cruciale, anche a fronte del calo del prezzo del petrolio.
E le rinnovabili, conferma il rapporto, è il settore con la maggior crescita di investimenti a livello globale: infatti più del 50 per cento degli investimenti in nuova produzione sono andati alle rinnovabili, arrivando a 260 miliardi di dollari in soli 5 anni.
Prendiamo ad esempio il fotovoltaico: dal 2008 ad oggi i costi sono calati dell’80 per cento, raggiungendo la grid parity nei prossimi anni nell’80 per cento degli Stati a livello globale. Interessante come il rapporto prenda come esempio il mercato Usa: in 42 Stati su 50 il fotovoltaico è già più conveniente rispetto all’elettricità convenzionale.
Non ci sono dubbi. Se anche i maggiori produttori di petrolio stanno spostando i propri investimenti sulla produzione di energia da fonti rinnovabili significa che il cambiamento è già in atto. Un cambiamento dal quale non si torna indietro, con buona pace di chi alle rinnovabili non crede affatto.
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