L’Onu ha pubblicato il World Ocean Assessment, corposo rapporto sullo stato di salute degli oceani, che costituisce di fatto un appello per salvarli.
Con un contatore realizzato dal Guardian, è possibile scoprire quanti barili di petrolio siano stati estratti negli ultimi 100 anni. Per cambiare rotta.
Ve lo siete mai domandato? Quanto petrolio è stato estratto negli ultimi 30 o 40 anni? Qual è la mole di oro nero che abbiamo sottratto alla Terra e abbiamo bruciato per far funzionare le nostre automobili, le fabbriche, o per produrre oggetti, per esempio la bottiglia di plastica da cui stiamo bevendo anche in questo istante?
A queste domande risponde un calcolatore messo a disposizione dal quotidiano britannico Guardian che consente di stabilire quanti barili di petrolio, ma anche quanto carbone e quanto gas naturale siano stati estratti da un momento qualsiasi negli ultimi 100 anni.
Una persona di 35 anni, per esempio, apprenderà che dalla sua nascita è stato estratto tanto petrolio da riempire circa 8 volte e mezzo il Mar Morto, o tanto gas naturale da riempire quasi 21 volte il Gran Canyon, o tante tonnellate di carbone da poter ricostruire oltre 33.400 volte la Grande piramide di Giza. I dati sono basati su una ricerca di Duncan Clark, che ha estrapolato le informazioni dal BP statistical review del 2014.
Il contatore racconta anche in quanti anni, giorni e ore sarà raggiunto e superato il limite dei 2°C di riscaldamento del globo mantenendo inalterato il trend corrente, con tutte le conseguenze previste dalle pubblicazioni dell’Ipcc.
L’iniziativa è stata lanciata in concomitanza con la petizione “Keep it in the ground” (Tienilo sotto terra), in collaborazione con 350.org, che punta a sensibilizzare due grandi fondazioni benefiche – quella di Bill e Melinda Gates e la Wellcome Trust di Jeremy Farrar e Sir William Castell – affinché smettano di investire in combustibili fossili favorendo così un cambiamento di rotta.
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