Terzo sciopero mondiale per il clima, gli aggiornamenti in diretta

Tutti gli aggiornamenti in diretta sul terzo sciopero mondiale per il clima: dall’Australia agli Stati Uniti, passando per l’Europa e soprattutto per l’Italia. Vivete questo momento storico insieme a noi.

Ci siamo. Il giorno del terzo sciopero globale per il clima è finalmente arrivato.

Più di un anno fa, Greta Thunberg era seduta da sola davanti al parlamento svedese per chiedere azioni più efficaci per il clima. Sei mesi fa, gli studenti si sono uniti a lei nel primo sciopero mondiale, creando un movimento che da allora ha raggiunto tanto. Oggi, i giovani, e non solo, sono pronti a scrivere la storia e a dar vita alla più grande manifestazione ambientale mai organizzata.

Sono più di 150 le nazioni che hanno aderito allo sciopero organizzato dai Fridays for future che questa volta coinvolgerà persone di tutte le età: a fianco degli studenti marceranno infatti i loro genitori, gli insegnanti, gli scienziati, i lavoratori e alcuni sindacati, tutti uniti in un’onda verde che è pronta a invadere le città di tutto il mondo.
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Lo sciopero per il clima in diretta dall’Italia

 

L’Italia c’è. Sono oltre 160 le città che hanno organizzato eventi nelle loro piazze: da Torino a Palermo, da Bologna a Napoli, gli italiani sono scesi in piazza e si sono uniti alle proteste. Ricordiamo che durante il primo sciopero per il clima del 15 marzo scorso, l’Italia era stata la nazione che aveva registrato il maggior numero di partecipanti.

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Aggiornamento ore 11.30 – In base alle prime stime degli organizzatori della manifestazione, i partecipanti a Milano sembrerebbero 150.000. La testa del corteo è già arrivata in piazza Cavour, mentre la coda è appena partita da largo Cairoli. 

Aggiornamento ore 13.30 – Il corteo di Milano è arrivato in piazza del Duomo. 

A Roma sono 200.000 le persone che stanno manifestando. 

Anche Forlì ha partecipato allo sciopero.

Reggio Calabria non si è fatta fermare dalle sue piccole dimensioni. 

Non poteva mancare Palermo.

 E la folla di Torino ha shockato anche Greta. 

Genova era pienissima.

Una protesta che ha unito l’Italia da nord a sud: questa è Catania.

Bologna un fiume di persone ha invaso tutta la città.

Questa era Bari pochi minuti fa.

 

Cosa sta succedendo nel resto del mondo

Con oggi si conclude quella che è stata la settimana del clima più incandescente della storia. Siamo partiti venerdì 20 settembre con 4 milioni di persone che sono scese nelle strade di tutto il mondo e hanno chiesto tre cose: stop all’uso di combustibili fossili, una transizione giusta verso le energie rinnovabili e più giustizia per le comunità coinvolte in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici.

Sabato 21 settembre ha visto i giovani attivisti esponenti del movimento dei Fridays for future affiancare Greta Thunberg durante il Youth climate summit delle Nazioni Unite dove hanno chiesto interventi più efficaci per contrastare la crisi climatica.

Lunedì 23 settembre è stata la volta del Climate action summit dell’Onu dove Greta ha tenuto un emozionante discorso accusando i leader del mondo di aver rubato l’infanzia, il presente e il futuro alle nuove generazioni. Insieme ad altri 15 giovani attivisti, ha denunciato Francia, Germania, Argentina, Brasile e Turchia di non rispettare l’Accordo di Parigi e di compromettere irrimediabilmente il loro avvenire. Dal summit sono uscite anche tante belle notizie di paesi che hanno già creato piani per cercare di fermare la crisi climatica, come il progetto della Grande muraglia verde per riforestare le città.

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Le prime immagini dello sciopero di venerdì 27 settembre sono arrivate dalla Nuova Zelanda: le stime iniziali indicano che 170.000 persone hanno aderito alla manifestazione; più di 40 città hanno organizzato marce dove, oltre agli studenti, hanno partecipato anche 260 aziende. I neozelandesi non avevano potuto scioperare venerdì scorso perché in molte scuole erano in corso esami.

Dopo la Nuova Zelanda, stanno incominciando ad arrivare informazioni anche da Losanna, in Svizzera, dove la folla si sta facendo sentire.

Ecco i manifestanti di Ginevra.

Budapest hanno addirittura una Terra gigante che sta rotolando per le strade.

Vienna si sta preparando proprio in questi momenti.

L’Olanda invece ha cominciato da poco.

Questa era Copenhagen nel pomeriggio.

Anche la Svezia, la patria di Greta Thunberg, si è unita allo sciopero.

Berlino non si è fatta fermare neanche dalla pioggia.

Ed ecco anche la Spagna.

 Ad Helsinki i manifestanti hanno completamente circondato il parlamento finlandese.

La Slovenia si è fatta sentire.

Questo era il Lussemburgo.

Persino l’India ha scioperato.

E le prime immagini stanno arrivando anche da Taiwan.

Questo era il Quebec che marciava unito.

E questa era Halifax.

Dal Canada alla Grecia. Qui siamo ad Atene.

Il movimento per il clima è arrivato fino a New Delhi

Toccando anche Mumbai.

E ha raggiunto persino Tel Aviv.

Dopo Tel Aviv stanno arrivando foto anche da Israele.

Qui siamo in Iran.

Ha passato addirittura i confini della Russia.

Stanno arrivando testimonianze anche dall’Africa. Qui siamo in Nigeria.

Mentre qui siamo in Tanzania.

Le edizioni precedenti

Quello di oggi è il terzo sciopero mondiale per il clima. Il primo si era svolto il 15 marzo scorso e aveva coinvolto 125 paesi e 2.080 città. Numeri già di per sé sconvolgenti che erano addirittura aumentati con il secondo, il 24 maggio, dove 1,4 milioni di persone erano scese in strada in quasi 2.000 città.

Ma se i primi due scioperi erano stati prevalentemente movimenti studenteschi, quello di oggi ha visto la partecipazione di tutte le fasce di età, dai giovanissimi fino ai più anziani, tutti accomunati dal desiderio di salvare la Terra.

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