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Via motore, scarichi, serbatoio. Tutto quello che inquina e fa rumore sparisce. Resta lo stile Vespa, quello sì, immutabile e senza tempo: è l’idea al centro del lavoro di Newtron.
Trasformare una vecchia Vespa in un “moderno” veicolo elettrico, regolarmente omologato, è una possibilità reale e possibile. E, come vedremo più avanti, non è solo una “semplice” conversione tecnica. Facciamo un passo indietro. Se state pensando a una 2 ruote elettrica, avete due opzioni: comprare qualcosa di nuovo (e il mercato offre ormai un’ampia scelta di scooter elettrici, o dare nuova vita a ciò che già esiste, che ha una storia, magari un fascino d’altri tempi, che è legato alla storia della vostra famiglia e che in molti casi è dimenticato da anni sepolto sotto una coltre di polvere in cantina o in garage. La parola d’ordine si chiama retrofit, e a breve spieghiamo meglio.
Prima, però, potrebbe esserci un’altra ragione, meno “sentimentale” per elettrificare un vecchio scooter di famiglia: a Milano, per esempio, moto e motorini “inquinanti” potranno continuare a circolare solo fino al 1° ottobre 2027, quando scatterà (a meno di nuove proroghe e ripensamenti dell’ultimo momento) il divieto di accesso e circolazione in Area B e Area C per motoveicoli e ciclomotori a 2 tempi (ossia a miscela) Euro 2 e 3 e benzina a 4 tempi Euro 0, 1 e 2.
Applicato a una Vespa, questo concetto assume una dimensione quasi poetica. Perché la Vespa non è semplicemente uno scooter: è un’icona, un frammento di identità collettiva italiana, un oggetto che attraversa le generazioni senza invecchiare davvero. Per questo dal 2018 anche le nuove Vespa Piaggio sono disponibili in versione elettrica. Ma non sarà mai la vostra vecchia e cara Vespa di famiglia… E qui arriva in aiuto il kit sviluppato da Newtron, primo costruttore europeo di sistemi di riqualificazione elettrica certificato dal Ministero dei Trasporti, un kit retrofit che permette di trasformare una vecchia Vespa di famiglia in un veicolo a “zero” emissioni locali, senza perdere nulla di ciò che la rendeva unica, lo stile prima di tutto.
Ripassiamo prima i pilastri dell’economia circolare, le cosiddette 4 R: riduzione, riuso, riciclo e recupero. Ecco, trasformare una vecchia Vespa in un veicolo elettrico non ha solo un valore sentimentale. Nel dibattito sulla transizione ecologica si tende a ragionare in termini di sostituzione: auto vecchie contro auto nuove, motori termici contro motori elettrici, passato contro futuro. Ma questa logica ha un costo nascosto enorme. Ogni nuovo veicolo porta con sé il peso ambientale della propria produzione: l’estrazione delle materie prime, la trasformazione industriale, la logistica globale, l’impatto energetico.
Un’impronta carbonica che, soprattutto per i veicoli elettrici, comincia ad accumularsi molto prima che il mezzo percorra il primo chilometro. Il retrofit proposto da Newtron capovolge questa equazione. Non si produce, si rigenera. Il telaio della Vespa resta, la carrozzeria resta, l’identità dell’iconico scooter Piaggio resta. Quello che cambia è il cuore meccanico: il motore termico e tutto ciò che gli ruota attorno vengono rimossi e sostituiti con un powertrain elettrico completo, progettato appositamente. Il risultato è un veicolo nuovo nella sostanza ma iconico nella forma.
Certo, la “ricetta” Newtron non è applicabile a tutti i modelli di Vespa. Il retrofit è applicabile a modelli ed annate precisi: dalla Granturismo 125L del 2003 fino alla GTS 310 del 2025, passando per GTS 250, GTS 300, GTV, LXV e Sei giorni, modelli diversi ma accomunati da architetture costruttive compatibili con il kit di conversione elettrica. Parliamo di una compatibilità che copre oltre vent’anni di produzione e che, a guardarla bene, è essa stessa un atto di economia circolare: significa che milioni di Vespa già in circolazione possono essere trasformate senza essere rottamate.
Veicoli che, dimenticati nei garage, per anni passati dai genitori ai figli, che rivivono una seconda giovinezza tecnologica. “Vogliamo dimostrare che la transizione elettrica può passare anche dal riuso intelligente. Non si tratta solo di tecnologia, ma di cultura industriale: preservare ciò che esiste, migliorandolo”, ha spiegato Nicola Venuto, fondatore e Ceo di Newtron.
Ma cosa significa dal punto di vista tecnico? Si rimuovono il motore originale, il serbatoio, il tubo di scarico, il circuito di raffreddamento. Per il resto non cambia niente. L’inconfondibile stile Vespa resta immutato, così la tipica posizione di guida. Cambia solo il silenzio che accompagna il viaggio, e l’assenza di emissioni che lascia l’aria più pulita. La conversione include un nuovo motore elettrico (che oltre ad annullare le emissioni regala una risposta più pronta rispetto al termico originale, con un minimo e inavvertibile incremento di peso), il pacco batterie agli ioni di litio da 48 volt e 100 Ah.
L’autonomia? Circa 120 chilometri reali e fino a 5mila cicli di ricarica (il che si traduce in diversi anni di utilizzo quotidiano). La ricarica completa richiede 4 ore da una normale presa domestica. Le due configurazioni disponibili, 11 kW e 14 kW, corrispondono rispettivamente a scooter da 125 e 300 cc in termini di prestazioni. Ovviamente, una Vespa elettrificata entra nelle zone Ztl, non paga il bollo e ha costi di gestione molto ridotti. Inoltre, niente vibrazioni, niente rumori e più piacere di guida. C’è persino la retromarcia elettrica, utile nelle manovre urbane.
Ma torniamo agli impatti ambientali del retrofit. Il più immediato è la riduzione delle emissioni locali: una vecchia Vespa elettrificata non produce ossido di azoto, particolato fine né CO₂ allo scarico. Il che significa un beneficio concreto e misurabile in termini di inquinamento urbano. Ma c’è un secondo livello, meno visibile e altrettanto importante: la riduzione dei rifiuti. Ogni Vespa che invece di essere rottamata viene convertita è un rifiuto in meno che finisce nel ciclo di smaltimento, ossia meno metalli da riciclare, meno plastica da smaltire, meno energia sprecata nel trattamento dei materiali a fine vita. Sia chiaro, il retrofit da solo non elimina la complessità di questo ciclo, ma lo pospone, spesso di molti anni.
Quanto alle regole, la piena conformità al Decreto ministeriale 141 del 2022, quello che disciplina le procedure di omologazione per la riqualificazione elettrica dei veicoli a due ruote, garantisce che ogni Vespa convertita dalla Newtron sia perfettamente in regola per circolare su strada. Che si voglia trasformare una Vespa di famiglia o acquistarne una già trasformata, l’utente non deve fare nulla: Newtron pensa all’omologazione del kit, all’installazione da parte di operatori qualificati e al collaudo presso la Motorizzazione, con l’aggiornamento della carta di circolazione.
Per chiudere una valutazione sui costi. Il prezzo del kit di conversione, nel caso si possieda già una vecchia Vespa, parte da circa 3.590 euro, mentre acquistare una delle Vespa già trasformate in elettriche e ricondizionate può costare anche oltre 7mila euro. In tutti i casi la garanzia è di 24 mesi sul veicolo e 5 anni o 100mila km sulle batterie. A questi si possono aggiungere eventuali incentivi statali che possono ridurre sensibilmente il costo finale.
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