Il ritorno dei treni notturni in Europa per ridurre i voli e le emissioni di CO2

Spinte anche da questioni climatiche, ritornano alcune tratte tra Austria e Belgio, Svezia e Regno Unito. Ora è possibile andare da Malmo a Londra in treno.

Erano quasi scomparsi in tutta Europa, a parte qualche tratta nei paesi più a Est. Col nuovo anno invece ripartono diversi servizi notturni, tutti a Nord delle Alpi. C’è chi lo definisce l’effetto Greta, chi invece “ flygskam”, più o meno “vergogna di volare”. Sta di fatto che sia le ferrovie austriache Obb, che la Trafikverket svedese (l’azienda pubblica che gestisce i trasporti su rotaia), hanno riesumato i treni notturni. Il primo collegherà Vienna a Bruxelles, mentre il secondo coprirà la tratta Malmo-Londra, passando per Colonia.

treni notturni
Il 19 gennaio è partito il primo treno diretto a Bruxelles © ÖBB/Harald Eisenberger

Da Vienna a Bruxelles in treno

La decisione dell’azienda che gestisce i trasporti ferroviari austriaci fa parte del piano di espansione industriale e per ora metterà a disposizione due tratte, una in andata e una per il ritorno. La partenza è alle 18 da Bruxelles, con arrivo previsto alle 9 circa del mattino a Vienna, mentre dalla capitale austriaca il treno parte alle 20.38 per giungere in Belgio alle 10.55 del giorno successivo. La singola tratta parte da 29,90 euro per un posto singolo, 49,90 euro per un letto “cuccetta” in uno scompartimento condiviso o 89,90 euro per un vagone letto.

“Quando parliamo con le persone, il feedback è che sempre più viaggiatori pensano a quale mezzo di trasporto utilizzare”, ha detto Bernhard Rieder, portavoce della Obb a Euronews. “Al giorno d’oggi si può davvero volare da qualsiasi punto dell’Europa all’altro, ma ora stanno venendo fuori delle alternative. E quando ci sono, la gente le usa. Per noi è importante proporre questo servizio”.

Da sottolineare che il Nighjet (così viene chiamato il treno notturno) copre anche alcune tratte italiane, con corse che partono da Roma, Livorno, Milano e Venezia e arrivano a Monaco o Vienna.

Flygskam è la parola dell’anno

La parola è stata coniata in Svezia nel 2017, un vero e proprio neologismo entrato anche nel linguaggio comune inglese come “flight shaming”. Il Financial Times l’ha definita la parola dell’anno. Lanciato e reso popolare in Svezia dalle scelte di Greta Thunberg e della famiglia, ha provocato nel paese scandinavo – ma non solo – un vero e proprio cambio di paradigma nei confronti dei voli aerei. Nel libro “La nostra terra è in fiamme“, scritto insieme con la madre Malena Ernman e il padre Svante, si legge spesso come la scelta di non volare più sia stata uno dei primi cambiamenti nella vita dell’attivista e della famiglia. “Un solo volo annulla vent’anni di raccolta differenziata”.

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Il Nighjet (così viene chiamato il treno notturno) copre anche alcune tratte italiane, con corse che partono da Roma, Livorno, Milano e Venezia e arrivano a Monaco o Vienna Nightjet
© ÖBB/Harald Eisenberger

 

Da Malmo all’ora di cena fino a Londra per il pranzo con i treni notturni

Per quanto riguarda il treno notturno svedese, questo collega la cittadina a sud del paese con Colonia, con partenza alle 20.40. L’arrivo è previsto alle 6 del mattino; da lì i passeggeri possono continuare appunto verso Londra arrivando per le 11.57 o optare per altri collegamenti verso Amsterdam, Monaco o Parigi. L’idea dell’azienda per i trasporti svedese è proprio quella di sostituire i voli a corto raggio e ridurre in questo modo l’impronta dei passeggeri che vogliono spostarsi da una città all’altra del vecchio continente. Secondo dati recenti i passeggeri aeroportuali sarebbero già scesi del 4 per cento durante l’ultimo anno, mentre addirittura del 9 per cento per quanto riguarda i voli interni. Segno che il “flight shaming” potrebbe già aver portato gli utenti a scegliere diverse alternative all’aereo.

Gli europei voleranno di meno

In un recente sondaggio condotto dalla Bei (Banca europea per gli investimenti) e pubblicato da Reuters mostra che la maggior parte dei cittadini cinesi, europei e statunitensi ha in programma di volare di meno per le vacanze di quest’anno, scelta dettata dalla volontà di limitare le proprie emissioni di CO2. L’indagine si è basata su 30mila intervistati e mostrava che il 75 per cento degli europei intendeva ridurre i propri voli nel 2020.

L’aviazione civile rappresenta circa il 2 per cento di tutte le emissioni globali a effetto serra e, insieme al trasporto marittimo, è quello che dovrà maggiormente implementare i propri sforzi per ridurre le emissioni. Anche cancellando qualche volo.

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