Trump forest, laddove dilaga l’ignoranza facciamo nascere una foresta

Una foresta per compensare la “stupidità” di Donald Trump che non crede ai cambiamenti climatici. È l’idea di tre ragazzi che ha già dato vita a una foresta di 100mila alberi. E a cui tutti noi possiamo contribuire.

“Il presidente degli Stati Uniti non crede che i cambiamenti climatici siano causati dall’uomo. […] Vuole ignorare una delle minacce più gravi per la salute della vita sulla Terra. Così noi piantiamo una foresta per assorbire le emissioni di CO2 in eccesso che Trump ha in programma di rilasciare in atmosfera”.

https://www.youtube.com/watch?v=IWkI8x1Iubw

È questo lo scopo della Trump forest, la foresta di Trump, pensata e realizzata dal climatologo (o meglio, glaciologo) britannico Dan Price a partire da marzo 2017 insieme a due amici e colleghi: Jeff Willis, alle prese con un dottorato negli Stati Uniti, e Adrien Taylor, franco-neozelandese. Il progetto è semplice e chiaro: Trump forest non gestisce soldi e non pianta fisicamente foreste, ma chiede alle persone di impegnarsi a donare a realtà che già si occupano di riforestazione. Il passaggio in più richiesto questa volta è dire al mondo che il gesto è stato dettato “dall’ignoranza del presidente americano” e quindi di caricare copia della ricevuta della donazione sul sito trumpforest.com cosicché Price, Willis e Taylor possano tenere traccia dei nuovi alberi piantati da quando Trump si è insediato alla Casa Bianca.

“Cerca un’organizzazione che pianta alberi vicino a te e dona direttamente a loro. Fai una donazione nel nome di Donald Trump e inviaci la ricevuta”

Un invito che raccoglie anche LifeGate. Ognuno di voi, di noi può mettere in pratica l’idea della Trump forest compensando il proprio stile di vita attraverso il progetto Impatto Zero che calcola, riduce e compensa l’impatto ambientale delle attività di persone, eventi e prodotti, contribuendo alla creazione e alla tutela di foreste in crescita in paesi in via di sviluppo o attraverso progetti di efficienza energetica e di produzione di energia rinnovabile.

Una volta fatta la propria donazione, basta caricare la ricevuta su trumpforest.com per consentire il tracciamento degli alberi piantati nel mondo “grazie” al negazionismo dell’amministrazione americana. Finora sono quasi 100mila gli alberi messi a dimora.

Leggi anche: Cosa sono i cambiamenti climatici

“Penso che la parte più eccitante di tutto ciò è che c’è un beneficio concreto che sta prendendo vita dalla stupidità di Trump”, conclude Taylor raggiunto da Fast Company. È quando si dice che non tutto il male viene per nuocere che l’essere umano dimostra la sua vera intelligenza, a volte – ma solo a volte – superiore ad altre specie animali che popolano la Terra: quando pone rimedio a quanto di negativo fanno altri esseri umani.

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