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La manifestazione ha avuto luogo ieri e ha coinvolto associazioni per i diritti degli animali e rappresentanti dell’Animal Welfare Institute e di altri istituti: gli attivisti si sono riuniti a Sacramento e hanno presentato, a una commissione di legislatori dello Stato della California, 1,2 milioni di firme per richiedere la messa al bando degli spettacoli
La manifestazione ha avuto luogo ieri e ha coinvolto associazioni per i diritti degli animali e rappresentanti dell’Animal Welfare Institute e di altri istituti: gli attivisti si sono riuniti a Sacramento e hanno presentato, a una commissione di legislatori dello Stato della California, 1,2 milioni di firme per richiedere la messa al bando degli spettacoli che coinvolgono le orche assassine nei parchi acquatici della regione, primo fra tutti il Sea World di San Diego.
L’azione simbolica avviene a supporto della proposta di legge di un parlamentare democratico californiano, Richard Bloom, che ha deciso di mobilitarsi per salvaguardare il benessere di questi cetacei dopo aver visto il documentario-denuncia del 2013 Blackfish, presentato lo scorso autunno anche in Italia.
Il lungometraggio racconta non solo la storia dei 30 anni di cattività della orca Tilikum che, durante questo periodo, ha ucciso tre persone, ma anche il sistema di cattura dei cuccioli di questi animali e la conseguente sofferenza inferta alle madri e il trattamento a cui sono sottoposti una volta giunti all’acquario. Secondo i dati scientifici presentati nel film, le orche hanno la sfera del cervello dedicata alle emozioni molto più sviluppata di quella degli esseri umani e pertanto, quando si trovano in cattività, in particolare con esemplari di gruppi diversi, vivono una situazione di profondo disagio psicologico.
Secondo la biologa e attivista Naomi Rose, che lavora con l’Animal Welfare Institute ed è servita da consulente per il lungometraggio, se venisse approvato il disegno di legge in questione, la California sarebbe il primo Stato a impedire totalmente questo tipo di intrattenimento.
“Ho atteso per 20 anni che una persona come il signor Bloom si facesse avanti con una proposta come questa”, ha affermato la biologa, che crede che gli spettacoli delle orche che saltano attraverso cerchi di fuoco siano disumani.
Dal canto suo, Sea World sta montando una campagna contro gli sforzi di Bloom, mentre i sostenitori del parco affermano che questo non solo ha rappresentato una risorsa economica per lo Stato per decenni, ma è anche un luogo dove i cetacei vengono curati e accuditi.
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