Venezia, meta italiana del turismo d’urgenza

È un nuovo ramo del turismo, nato necessariamente dai cambiamenti climatici e dai mutamenti territoriali. Tra molti altri, c’è anche Venezia tra i luoghi da vedere assolutamente. Ma perché? Scopriamolo insieme…

Tra tutte le classifiche che periodicamente ci raccontano di mete da visitare, questa è forse quella che ci piace meno. Ci avverte infatti di 50 luoghi tra ghiacciai, laghi, foreste, città che i cambiamenti climatici e l’inquinamento rischiano di cancellare o stravolgere entro pochi anni. Così nasce il “turismo dell’urgenza”: cosa vedere, prima che sia troppo tardi. Molti dei luoghi che conosciamo e che diamo per scontati infatti, potremmo non visitarli, a meno di un deciso e immediato cambio delle politiche ambientali globali.

 

Tra le segnalazioni, anche la nostra Venezia: è considerata una città in pericolo da parecchio tempo, forse da sempre, ma l’anno scorso la Serenissima è stata inserita dal World Monuments Fund (Wmf) nell’elenco dei 67 siti storici e archeologici di rilevanza mondiale più a rischio. Questo per molti motivi: per la progressiva erosione della laguna, il continuo aumento del livello del mare, ma anche per il turismo incontrollato, la proliferazione delle grandi navi nel bacino di San Marco e il calo della popolazione che è arrivato al 50% negli ultimi dieci anni.

 

Venezia ©GettyImages

 

Alcune di queste cause sono evidentemente dettate dalla natura della città, altre dagli interessi economici che Venezia veicola: se da una parte ad esempio è auspicabile che venga ridotto il traffico delle navi da crociera nella laguna, dall’altra sappiamo che in molti vedono in questi provvedimenti un calo del flusso turistico e delle possibilità di guadagno.

 

Forse, l’unica cosa a cui pensare, la vera priorità, è quella di preservare l’unicità di Venezia alla quale è stato inflitto un tipo di turismo assolutamente non compatibile con la specificità della città d’arte più importante al mondo: un patrimonio artistico e culturale non solo del nostro Paese ma di tutta l’umanità che viene continuamente minacciato.

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