Il primo ministro Ranil Wickremesinghe sarà il nuovo presidente dello Sri Lanka

Disattese le speranze di chi da mesi protesta nello Sri Lanka. L’elezione del nuovo presidente è nel segno della più totale continuità al potere.

Tutto cambi affinché tutto resti com’è. La più classica delle formule gattopardesche si adatta perfettamente alla situazione attuale dello Sri Lanka. Dopo mesi di manifestazioni, l’occupazione delle istituzioni da parte della popolazione e la fuga del presidente Gotabaya Rajapaksa dapprima alle Maldive, quindi a Singapore, ad assumere il comando della nazione asiatica sarà l’attuale primo ministro Ranil Wickremesinghe.

È probabile che la mobilitazione nello Sri Lanka non si fermi

Nessun cambiamento radicale al potere, dunque, come chiedeva la popolazione. Il nuovo presidente è infatti una vecchia conoscenza del popolo dello Sri Lanka, ed era già stato nominato presidente ad interim dopo la cacciata del suo predecessore. Wickremesinghe, inoltre, è stato già ben sei volte primo ministro. E ora è stato eletto dal parlamento con 134 voti, contro gli 82 del suo principale avversario, Dullas Alahapperuma. Mentre il candidato della sinistra, Anura Dissanayake, ne ha ottenuti soltanto tre.

Il presidente dello Sri Lanka Gotabaya Rajapaksa
L’ex presidente dello Sri Lanka Gotabaya Rajapaksa © Paula Bronstein/Getty Images

Wickremesinghe giurerà oggi, giovedì 21 luglio, all’interno del palazzo presidenziale, che è stato posto sotto rigida sorveglianza da parte delle forze dell’ordine e dell’esercito. “Le nostre divisioni sono ora finite”, ha dichiarato ottimisticamente il nuovo presidente. La realtà è che la sua elezioni potrebbe scontentare gran parte della popolazione che nei mesi scorsi è scesa in piazza.

Wickremesinghe dovrà scegliere un nuovo primo ministro al suo posto

Ad alimentare la contestazione, infatti, non sono state unicamente le gravi condizioni dell’economia locale, sulla quale è pesata soprattutto una politica per nulla avveduta di grande indebitamento pubblico per la promozione di cantieri faraonici. La popolazione protesta infatti anche contro il “clan” che da anni e anni è al potere nello Sri Lanka.

Già Alahapperuma, benché membro dello stesso partito di Wickremesinghe, ad esempio, si pensa che sarebbe stato meno inviso a chi ha animato le proteste. In ogni caso, il nuovo presidente ha lasciato presagire un pugno duro contro i manifestanti: “Se si tenta di rovesciare il governo, di occupare gli uffici del presidente e del primo ministro, non si tratta più di democrazia. E la nostra risposta sarà ferma”.

Wickremesinghe dovrà ora anche scegliere un nuovo premier per formare un governo. Secondo la stampa internazionale potrebbe nominare il suo ex compagno di scuola Dinesh Gunawardena, già ministro della Funzione pubblica e fervente sostenitore di Rajapaksa. Tutto cambi affinché tutto resti com’è…

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