YouTube per bambini: Google ci sta lavorando

Google potrebbe presto lanciare una nuova versione di YouTube, fatta apposta per un pubblico di bambini.

Con oltre 6 miliardi di video guardati ogni mese, YouTube è la piattaforma di condivisione video più potente e conosciuta, acquisita da Google nel 2006 per 1,3 miliardi di dollari. Estremamente capillare per quanto riguarda il pubblico di riferimento e la completezza degli argomenti coperti, nella sua funzione di interscambio d’informazioni e commenti starebbe gradualmente sorpassando Facebook come social media più apprezzato dagli adolescenti. Si sta anche imponendo in tutto il mondo una fruizione infantile, con playlist video suggerite dagli stessi genitori, con contenuti di musica e video multicolore.

 

È per questo, probabilmente, che Google starebbe cercando in quest’ultimo periodo di pianificare un suo ‘rinnovamento’ con lo scopo di raggiungere un pubblico demograficamente più giovane. YouTube starebbe infatti sviluppando un nuovo sito web con programmi per bambini di età inferiore ai 10 anni.

 

The Information cita tre esperti secondo i quali Google starebbe anche cercando e reclutando creatori di contenuti specializzati nei programmi per bambini. The Next Web nota inoltre però che la versione kid-friendly della piattaforma video è ancora ben lungi dall’essere realizzata, anche se tutti gli analisti concordano che avrebbe molto successo, e che sarebbe una mossa appropriata.

 

Il Wall Street Journal di recente ha fatto rilevare che, intanto, Google ha dato a circa 200 organizzazioni ed esperti il ruolo di ‘trusted flagger’, tra i quali la polizia britannica, per inviare segnalazioni prioritarie (anche 20 video per volta) marcando i video che violano le regole.

 

YouTube comunque ha già, attualmente, alcune caratteristiche di sicurezza che consentono di bloccare contenuti non appropriati. Ma i filtri potrebbero – essendo automatici – non rivelarsi sempre precisi al 100 per cento, ed è comunque possibile dimenticarli (come si lascia un cancello aperto) o bypassarli. Un nuovo sito, invece, potrebbe garantire un’esperienza di navigazione più sicura per i più giovani.

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