Questo discorso, per primo a me rivolsero le dee, le Muse d’Olimpo[…]. Salve figlie di Zeus, datemi l’amabile canto; celebrate la sacra stirpe degli immortali, sempre viventi, che da Gaia [Terra] nacquero, e da Urano stellato [Cielo]. […] Dite come dapprima gli dèi e la terra nacquero, e i fiumi e il mare infinito di gonfiore furente […]. Questo cantatemi o Muse, che abitate le olimpie dimore fin dal principio e ditemi quale per primo nacque di loro […] [E le dee rispondono] primo fu Caos, e poi Gaia dall’ampio petto…
Esiodo, Teogonia, 24-120.
La Teogonia di Esiodo, poeta dell’VIII secolo, si configura come il primo documento che offre un’organica visione d’insieme del pantheon greco; un racconto della discendenza degli dèi che è ricerca delle origini per offrire un’interpretazione sistematica del mondo, per spiegare tramite il mito “come si è addivenuti a ciò che è ora”.
Solo Gaia, la Terra, in questo contesto, sembra possedere tratti divini. Gaia, dopo aver generato “tutte le cose”, diventa inattiva, confinando la sua attività al momento mitico della creazione del mondo, ma a lei si sovrappone Demetra (che nel suo stesso nome contiene il termine “madre”), dea della seconda generazione ascrivibile al tipo della “Terra Madre” generatrice, con una cospicua attività sul piano del rito.
La Terra, dunque, si configura come potenza creatrice dalle illimitate energie, e non solo nelle antiche tradizioni greche, ma, dal punto di vista religioso, essa costituisce il fondamento, la sorgente generatrice di tutte le forme dell’esistenza anche in moltissime altre tradizioni. Un concetto, questo, che emerge, per esempio, con forza presso gli stessi popoli dell’America settentrionale.
Tra i grandi antropologi e storici delle religioni che hanno esplorato i significati, i simboli, i miti legati alla terra occupano un posto di primo piano Eliade e Grinnell; quest’ultimo, in particolare, fa notare come innumerevoli popolazioni dell’America settentrionale veneravano la terra, considerandola profondamente sacra: luogo della vita e della rigenerazione.
Grinnell ci ricorda come un Cheyenne...