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Pubblicato il 30-05-2002 |
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Il rancore: killer della sessualità |
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 | L'attrazione sessuale scema con il tempo? Non è detto. Altri sono i nemici della sessualità: la mancanza di comunicazione, le incomprensioni, le tensioni, l'ansia di prestazione, e così via. |  |  |  | Uno dei killer più pericolosi è il rancore: si nota spesso dopo un tradimento. Magari l'avventura "extra" è finita già da un bel po', ed entrambi i partner sono convinti che non abbia lasciato tracce. Però, chissà perché, piano piano il desiderio si è spento.
Capita frequentemente in consultazione che le coppie, invitate a riandare con la mente ai primi periodi di stanchezza sessuale, scoprano quasi con stupore che si tratta proprio della fase susseguente al tradimento.
Non è la ferita in sé (pur dolorosissima) a danneggiare l'intimità (prova ne sia che altre coppie, che riescono a rielaborare veramente l'accaduto, e a farne occasione di crescita, non hanno questi problemi), ma gli strascichi di sentimenti non elaborati, di un perdono non completo, di ricordi non del tutto digeriti. Il rancore si acquatta, e opera un sabotaggio spesso inconsapevole, ma continuo. Perché dovremmo aprirci, dare piacere, calore, intimità a chi ci ha ferito?
Discorso simile per tutti i grandi e piccoli rancori che tanto spesso si accumulano nella vita di una coppia. Qualcosa ci ferisce, ma riteniamo che non valga la pena di litigare, stringiamo le labbra e tentiamo di dimenticare e poi non ricolleghiamo quel piccolo irrigidimento al fatto che, a letto, siano molto meno disponibili. Non ce ne rendiamo conto anche perché, abituati come siamo a considerare il sesso come performance, quando qualcosa non va pensiamo subito di non "funzionare" (coma se fossimo macchine difettose), invece di riflettere che funzioniamo benissimo: riflettendo nell'intimità tutto quello che abbiamo provato a livello emotivo nella relazione.
Molto spesso, noi abbiamo paura di ammettere che proviamo rancore, che non sappiamo perdonare qualche sguardo o qualche atteggiamento del nostro partner, e ricacciamo le nostre sensazioni giù per le profondità della psiche. Ma, il rancore non riconosciuto è anche più pericoloso di quello palese! E allora la soluzione è esercitarsi a perdonare, ma davvero: e questo significa anche darsi tempo quando la cosa non ci riesce immediatamente. Possiamo anche chiedere aiuto: al partner, alla nostra parte più saggia, e sicuramente anche a Dio, se crediamo. Lasciare il campo dal rancore può non essere una cosa immediata, ma quando ci riusciamo, la relazione torna libera di essere completa. Anche nel sesso.
Emma Chiaia
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