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Mente e anima  »  Psicologia
Pubblicato il 01-07-2002
Il valore terapeutico del viaggio

Succede talvolta di tornare da un viaggio trasformati, come se la distanza da ritmi e luoghi conosciuti avesse permesso una liberazione da vecchi blocchi.
L'arricchimento e la crescita interiore sono dovuti all'apertura verso nuovi pensieri, nuovi spazi: il viaggio è una metafora.
Quando si sta male si tende a fissare un punto nella parete e pensare che il mondo sia tutto lì. E invece c'è tutta la casa, e il pianeta. Esistono infinite possibilità di stare al mondo: viaggiare aiuta ad accorgersi della limitatezza dei nostri confini mentali. Allontanarsi dai binari noti, per ritrovarsi dentro. L'importante è aprire la mente e il cuore alle possibilità dell'essere.

Accade, infatti, anche di viaggiare impauriti, contratti, restando fermi dentro. Ci si ancora alle proprie abitudini, si fa resistenza al nuovo. Il giudizio filtra tutto, non lascia entrare niente, se non distrazioni superficiali, e si torna a casa uguali a sempre, e spesso insoddisfatti. In effetti, abbandonare i riferimenti soliti, anche quelli banali tipo il cibo, rappresenta una minaccia per un'identità fragile.
Per contro, un vero viaggio può essere stanziale: Jung sosteneva che le vicende interiori lo coinvolgevano al punto da sbiadire qualsiasi evento esterno, che diventava poco importante. La psicoterapia, corsi strani, esperienze diverse anche nella propria città, sono "viaggi".

E' molto utile immaginare ogni viaggio come un pellegrinaggio, crearsene un'aspettativa aperta, poco definita nei dettagli: sarà un'esperienza importante comunque andrà.
Soprattutto se riusciamo a portare un'attenzione consapevole su tutti i suoi aspetti, facendo sì che il viaggio diventi, sin dalla sua preparazione, quasi un rituale simbolico: cosa ci portiamo in valigia e nel cuore, cosa lasciamo, cosa ci spaventa di più, qual è il desiderio guida.
Osserviamo via via gli inevitabili contrattempi, le coincidenze felici, gli incontri casuali: perché si verificano, come reagiamo. C'è un messaggio in tutto quello che ci accade, e nel tempo diverso che si respira nei viaggi forse si può cercare di ascoltarlo.


Olga Chiaia
Psicologa Psicoterapeuta



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