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Paracelso, l'uomo tra micro e macrocosmo

Passato alla storia come mago e ciarlatano, Paracelso fu invece uno scienziato di una immensa cultura ed esperienza che ha avuto il coraggio di contrastare la limitatezza della scienza della sua epoca.

La concezione del mondo e della medicina di Teofrasto Bombasto Von Hehenheim, detto Paracelso(1493-1541), era estremamente all'avanguardia nel suo periodo storico. La sua irrequieta esistenza, che lo ha portato dalla nativa Svizzera a girare attraverso Francia, Spagna, Olanda, Danimarca, Svezia, Inghilterra, Polonia, Russia, molte altre regioni dell'Est europeo e addirittura India, lo hanno arricchito di un'esperienza pratica che lo ha sempre portato a considerare con maggior rispetto la conoscenza tradizionale delle donne del popolo che la sapienza insegnata nelle Università.

I brillanti e, allora, incomprensibili risultati che otteneva con metodi di guarigione assolutamente inusuali, a cui si aggiungeva un forte crisma in grado di suggestionare positivamente i pazienti verso la guarigione, il suo carattere irascibile e la sua vita sregolata, gli hanno valso l'inimicizia e lo screditamento da parte dell'establishment medico dell'epoca.

Per conoscero più da vicino, lasciamo parlare i suoi scritti:
"Non è un medico colui che può vedere solo quello che è visibile da qualsiasi zotico. Il giardiniere esperto, guardando il seme, può dire qual genere di pianta nascerà da esso, ed egualmente il medico dovrebbe essere capace di percepire come le malattie abbiano origine ed in qual modo si svilupperanno (...) chi conosce l'origine della pioggia conosce anche l'origine della dissenteria; chi conosce l'origine dei venti conosce anche quella della colica; chi conosce le periodiche influenze delle stagioni può conoscere l'origine delle febbri intermittenti; il vero medico studia le cause delle malattie studiando l'uomo universale. In esso esistono tutte le malattie che furono nel passato e saranno nel futuro.."

Questa una sintesi della dottrina di Paracelso, medico, alchimista e filosofo, fermamente convinto che le forze del firmamento fluissero fisicamente e psicologicamente sull'uomo e che l'uomo dovesse avvalersi di diverse scienze tra cui anche l'astronomia, intesa come la conoscenza della relazione tra gli astri e gli esseri umani. L'uomo è il microcosmo che contiene in sé qualcosa di tutte le creature che esistono nell'Universo (macrocosmo): "non vi è a in cielo né sulla Terra che non esista anche nell'uomo, e Dio, che è in cielo, esiste anche nell'uomo, e i due sono Uno".

L'applicazione pratica dell'astronomia è detta da Paracelso magia, intesa come conoscenza spirituale sia della natura visibile che di quella invisibile e considerata arte in quanto non si può apprendere sui libri, ma deve essere acquisita con l'esperienza pratica.

Claudio Maneri



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