La ricerca di Eoliann mostra la fragilità delle reti energetiche e di comunicazione: senza interventi la prospettiva è quella di un’Italia a intermittenza.
Un tribunale ha accolto il ricorso della popolazione locale e delle ong ecologiste contro la costruzione della più grande centrale a carbone dell’Unione europea.
La più grande centrale a carbone d’Europa non verrà costruita. Il tribunale di Gdansk, in Polonia, ha revocato il permesso per edificare l’impianto, oggetto di forti contestazioni da parte dei cittadini e delle associazioni ambientaliste. “Si tratta di una vittoria per gli abitanti della zona e per le ong che si sono battute contro questa centrale”, ha commentato ClientEarth, una delle organizzazioni che si è opposta al progetto.
[vimeo url=”https://vimeo.com/194681119″]
A convincere i giudici a dire no alla costruzione è stato il fatto che, a loro giudizio, l’autorità regionale che ha gestito il processo di concertazione, la Starosta Tczewski, non ha agito secondo quanto imposto dalla legge. In particolare, la partecipazione dei cittadini nel processo decisionale è stata resa troppo difficile.
Il mega impianto da 1600 megawatt, che avrebbe dovuto essere edificato nel nord della Polonia, avrebbe rappresentato il più grande del suo genere sul territorio dell’Unione europea. Capace di bruciare 3.7 milioni di tonnellate di carbone all’anno, emettendo in questo modo circa 8 milioni di tonnellate di CO2. Numeri che hanno provocato la dura opposizione soprattutto da parte della popolazione locale, preoccupata per le conseguenze sulla salute umana e sulle terre agricole circostanti.
Assieme alle ong, si è deciso quindi di costituire la Coalizione Stop Ep, che ha studiato il dossier ed evidenziato nel corso del tempo numerose mancanze. Basti pensare che la Polenergia, ovvero l’investitore che avrebbe voluto costruire la centrale a carbone, spiega ClientEarth, “non aveva fornito indicazioni in merito al possibile impatto negativo dell’impianto a livello idrico”.
“La decisione della corte – ha osservato Malgorzata Smolak, avvocato che per l’associazione ha curato il ricorso – conferma che le comunità locali devono avere voce in capitolo su progetti di questo tipo”. A questo punto non è escluso un appello da parte di Polenergia, ma la bilancia sembra pendere decisamente dalla parte degli ambientalisti.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La ricerca di Eoliann mostra la fragilità delle reti energetiche e di comunicazione: senza interventi la prospettiva è quella di un’Italia a intermittenza.
Nato su iniziativa di A2A, il progetto Teti consente di rimuovere i detriti dai fondali senza svuotare i bacini, rispondendo alle sfide del climate change.
Quando vedremo i primi reattori, quanti saranno, quanto costeranno, quanta energia produrranno: guida al nucleare italiano che vedrà la luce in futuro.
Via libera definitivo alla legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno dopo il 2030.
In termini di potenza installata, per la prima volta il solare fotovoltaico ha superato il carbone in Cina: una buona notizia per il clima.
Lo sviluppo delle rinnovabili appare inesorabile: velocità di costruzione e costi bassi vanificano i tentativi di rilanciare le fossili.
Un rapporto del think tank Ember evidenzia l’autentico boom delle energie rinnovabili nei 74 paesi del Climate vulnerable forum.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
Ufficiale l’impegno al rafforzamento, nel mix energetico, della quota prodotta con i reattori di terza e quarta generazione. Ecco come ci siamo arrivati.
