A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.
Il neopresidente indonesiano ha annunciato l’ambizioso progetto di piantare gli alberi necessari per riforestare annualmente due milioni di ettari di territorio.
Il nuovo governo indonesiano ha deciso di puntare forte sulla riforestazione. Durante la campagna elettorale il presidente Joko Widodo, insediatosi il 20 ottobre del 2014, si è impegnato a riforestare annualmente due milioni di ettari di terreno degradato. Il Paese dovrebbe quindi piantare circa quattro miliardi di alberi, più o meno venti alberi per ogni indonesiano.
L’Indonesia ha una superficie di circa 83 milioni di ettari, il 63 per cento del patrimonio forestale è stato abbattuto o versa in condizioni di degrado. Il governo deve ora individuare le aree migliori nelle quali iniziare la “ricostruzione” delle foreste. Un recente studio condotto da Sugeng Budiharta, ricercatore del Centro di Eccellenza per le decisioni ambientali presso l’Università del Queensland e l’Istituto indonesiano delle scienze, fornisce indicazioni utili per individuare le aree di rimboschimento più convenienti.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Environmental Research Letters, evidenzia l’importanza di concentrare il lavoro iniziale nelle province a est e a nord del Kalimantan, la parte indonesiana dell’isola del Borneo. Secondo lo studio piantare alberi nelle aree di foresta particolarmente degradate è molto più costoso che rimboschire aree che hanno subito un impatto minore.
Il rimboschimento è urgente in molte aree dell’Indonesia, specialmente dove il suolo è in uno stato ormai critico a causa delle forti piogge e dei pendii fragili vittime dell’erosione. Piantare alberi sembra essere l’unica soluzione per prevenire gravi problemi di carattere socio-ambientale nelle zone più vulnerabili. Oltre a restituire vitalità al terreno e a renderlo più sicuro gli alberi potrebbero rappresentare una risorsa per le popolazioni locali.
Il rimboschimento è inoltre l’unica possibilità per salvare l’incredibile biodiversità indonesiana, come gli ultimi leopardi di Giava, i gibboni di Giava e i lori lenti di Giava. La prima parte del piano, quella che prevede la piantumazione degli alberelli, è relativamente facile, la parte difficile è quella successiva nella quale bisogna mantenere in vita gli alberi dopo che sono stati piantati e permettere loro di crescere.
L’impresa in cui si è imbarcata l’Indonesia è complessa e costosa, è però una sfida che va vinta per recuperare quell’indissolubile legame tra il territorio e i suoi abitanti.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.
Il presidente de la Espriella vuole cancellare le entità di autogoverno delle comunità in Amazzonia e Chocò. Allarme per omicidi e sequestri.
MC0, progetto transfrontaliero Interreg France-Italia Alcotra, accompagna le Pmi della filiera dei Servizi alla montagna verso un processo di decarbonizzazione.
Il boom degli affitti brevi e l’impennata dei prezzi delle case rende difficile trovare una casa in Cornovaglia. Molti scelgono di trasferirsi in furgone.
Se le donne tendono a sentire più freddo degli uomini, è tutta colpa di un retaggio di sessant’anni fa.
Anche il mondo accademico discute della possibilità di riformare lo Statuto di Roma per inserire tra i crimini contro l’umanità quelli ambientali.
Siamo stati in Albania insieme a Cesvi per raccontare la storia e il futuro del fiume Vjosa, uno degli ultimi fiumi liberi d’Europa. Il podcast è disponibile su tutte le piattaforme di streaming.
Grazie al progetto MC0 di Interreg-Alcotra, lo strumento LISE accompagna la filiera aromi e profumi verso la decarbonizzazione.
Dopo Milano, il progetto realizzato con LifeGate nell’ambito della Water Defenders Alliance arriva nel porto toscano. Obiettivo: prevenire l’inquinamento delle acque attraverso una tecnologia in grado di assorbire oli e idrocarburi.