Una ferrovia dismessa scavata nella scogliera a filo di costa e una pista ciclopedonale che collega tre paesi che l’orografia complessa della Liguria terrebbe lontani. In una bella giornata autunnale la si percorre anche con i bambini.
Maestro in pensione, Antonio La Cava gira i borghi più remoti della Basilicata col suo Bibliomotocarro. “Non volevo invecchiare in un Paese di non lettori”.
C’è da rimanere quasi rapiti, di fronte a tanta passione. Passione per la cultura, per la lettura, per l’insegnamento. Glielo si legge negli occhi ad Antonio La Cava, 70 anni suppergiù, maestro in pensione che guida il bibliomotocarro.
Ha fatto tutto da solo. Ha preso un’apecar e l’ha trasformata in biblioteca viaggiante. Una biblioteca che arriva dove arrivano in pochi, dove magari è difficile recuperare storie e favole: nei borghi e nei piccoli paesi della Basilicata. A Borgo Futuro, durante primo festival dedicato alla sostenibilità che si tenne a Ripe San Ginesio, borgo marchigiano,ha raccontato la sua storia.
“Anni fa notai che c’era un affievolimento, un indebolimento del rapporto tra il libro e il mondo della fanciullezza. Il libro scendeva sempre di più nella considerazione dei ragazzi”, racconta il maestro in un italiano elegante, quasi d’altri tempi. La preoccupazione del signor Antonio si trasforma così in angoscia: “Un’angoscia di invecchiare in un paese di non lettori”. Scandisce le parole il maestro, lentamente. Come per dare il tempo di comprenderle a fondo.
Gli alunni colgono il malessere e perentoriamente ordinano: “Maestro, la devi fare tu questa cosa!”. Ed è lì che Antonio si fa convincere. “Devo ammettere che ho sempre creduto nel fascino di una scuola viaggiante, dell’uso didattico del territorio. Cioè di fare scuola anche fuori dalla scuola, di portarla all’interno della comunità”. Un valore sociale, ancor prima che culturale.
Nasce così il Bibliomotocarro, una biblioteca su ruote ricolma di libri per ragazzi e con un piccolo cinema all’interno. C’è il tetto, il comignolo, le finestre, il camino. Insomma una casa viaggiante a misura di bambino, perfetta per raggiungere i piccoli paesi della Basilicata. Un servizio sociale e culturale di enorme importanza, in periferie che contano a volte in tutta la primaria nove alunni. “Il Bibliomotocarro raggiunge anche il singolo alunno. Nessun alunno rimane solo. Perché negare a ciascun bambino il diritto di aver il libro che vuole tenere tra le mani?”. Altro che grandi numeri. Qui è il singolo che conta, perché se anche un solo bambino legge anche un solo libro, la cultura, la fantasia, la creatività non muore.
Spulciando tra i volumi, salta fuori un’intera collana di “libri bianchi”. Qui sono i bambini a scrivere i racconti, per metterli poi a disposizione degli altri. La creatività che esplode. E qualcuno mette pure il numero di telefono: “C’è bisogno di contatto”, sospira il maestro Antonio.
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