Le spiagge nordoccidentali dell’Australia sono sempre più invase da reti da pesca abbandonate. Le popolazioni aborigene locali si sono organizzate per fare pulizia.
L’esercito iracheno ha annunciato la liberazione dei quartieri est di Mosul. L’Isis, però, ha concentrato le proprie forze a ovest, nella città vecchia.
L’esercito regolare iracheno ha annunciato di aver riconquistato la totalità dei quartieri est della seconda città del paese, Mosul, da anni in mano ai combattenti dell’Isis. L’annuncio è attivato nella giornata di mercoledì 18 gennaio, a circa tre mesi dall’inizio dell’offensiva lanciata assieme ad una coalizione internazionale della quale fanno parte anche gli Stati Uniti.
Il generale Talib al-Sheghati ha tenuto una conferenza stampa per diramare la notizia, che è stata accolta con soddisfazione, a Baghdad, dal primo ministro Haider al-Abadi: “Gli sforzi di queste forze coraggiose – ha dichiarato – hanno consentito di raggiungere gli obiettivi prefissati sulla riva orientale”. Il riferimento è alla sponda del fiume Tigri, che taglia in due la città. Ad ovest, invece, i combattenti dell’Isis mantengono ancora salde le loro posizioni. Il che conferma che la conquista della porzione est del centro urbano, per quanto strategica, non significa affatto la fine della battaglia di Mosul.
Come riferito dall’emittente France Info, però, almeno nei quartieri liberati dagli integralisti islamici “la vita riprende lentamente: riaprono i primi negozi, la sicurezza è di nuovo garantita”. Un abitante del quartiere al-Arabi ha tuttavia sottolineato il fatto che alcuni miliziani dell’Isis sono ancora presenti nelle aree liberate e in grado di esplodere colpi di mortaio. Yahya Rasool, portavoce del comando congiunto, ha in effetti ammesso che – malgrado l’annuncio della liberazione – “in alcune zone si combatterà ancora per qualche giorno”.
La fase successiva, in ogni caso, si annuncia estremamente delicata. Nei settori occidentali di Mosul (ovvero nella città vecchia) lo Stato Islamico concentra infatti la maggior parte delle proprie forze. Arroccate in un reticolato di stradine il cui accesso è impossibile per i veicoli militari. Il tutto, inoltre, è complicato dalla presenza degli abitanti.
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