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Sei elefanti sono stati uccisi settimana scorsa nel parco nazionale dello Tsavo, in Kenya. Di questi quattro erano ancora dei cuccioli tanto che uno non aveva ancora le zanne. Tre persone sospettate di aver commesso il crimine sono state arrestate. L’episodio dello Tsavo conferma ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la
Sei elefanti sono stati uccisi settimana scorsa nel parco nazionale dello Tsavo, in Kenya. Di questi quattro erano ancora dei cuccioli tanto che uno non aveva ancora le zanne. Tre persone sospettate di aver commesso il crimine sono state arrestate.
L’episodio dello Tsavo conferma ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la violenza gratuita e inaccettabile del bracconaggio illegale che sta causando un aumento esponenziale delle uccisioni di animali nel continente africano trainato soprattutto dalla crescente domanda di avorio in Cina e nei paesi del sudest asiatico. Solo in Kenya sono già stati uccisi più di 60 elefanti dall’inizio dell’anno.
I sei elefanti sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco sparati da tre sospetti bracconieri arrestati sabato 26 aprile dalle guardie del Kenya wildlife service. L’avorio ha raggiunto una valutazione di 2.000 dollari al chilo sul mercato nero. Questa è la causa principale dell’assurdo numero – 22mila – di elefanti africani uccisi nel 2012. Secondo un censimento aereo condotto quest’anno, il parco dello Tsavo è la casa di circa 11mila elefanti.
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