Cooperazione internazionale

10 opinioni laiche a favore di matrimoni e adozioni gay

Gente capace di cambiare le regole del gioco. Di farci cambiare idea. Nella scelta delle testimonianze qui offerte sul tema dei matrimoni gay, quel che conta è solo la potenza del messaggio e la potenziale capacità di chi lo ha espresso di farci cambiare parere sul tema più attuale di oggi.

Uno degli strumenti più utili per formarsi un’opinione è confrontare la propria con quella maturata da studiosi, commentatori, personalità influenti, che su quel tema hanno riflettuto, magari sofferto, magari combattuto, attingendo a fonti diverse dalle nostre. Così possiamo completare la nostra conoscenza dell’argomento.

 

Però, dato che in questi giorni è in corso uno scontro che va radicalizzandosi, tra manifestazioni e contromanifestazioni, per evitare di contribuire alle polemiche la scelta di questi brani è stata compiuta cercando di individuare le posizioni più inedite e originali tra quelle espresse almeno un anno fa. Un po’ prima cioè di quest’ennesimo scoppio di rivalità. Così, sgombrato il campo dai sospetti di parteggiare per l’una o l’altra posizione pregiudizialmente, si può più serenamente leggere e informarsi.

 

Sono state evitate personalità politiche italiane e militanti di schieramenti, lobby e movimenti attivi e impegnati in questo momento in qualche campagna pro o contro i diversi aspetti del ddl Cirinnà.

 

Ma leggiamo anche: 10 opinioni laiche perplesse o contrarie a matrimoni e adozioni gay

 

Adriano Sofri, 2015

“Chi di noi non è più giovane deve ammettere che, quando lo era, avrebbe in genere trovato, prima che scandalosa, strampalata l’idea che persone dello stesso sesso si sposassero. Molti che sono giovani adesso trovano strampalata, prima che scandalosa, l’idea che si vieti a due persone che si amano di sposarsi. Gli anziani che hanno cambiato idea, e più che idea sentimenti e sensazioni, hanno seguito l’evoluzione dei tempi, come si dice, ma anche un argomento che vale per ogni tempo. C’è una differenza fra un valore perseguito per sé che si vuole imporre anche ad altri contro la loro volontà, e un valore cercato per sé che non tocca la libertà degli altri… Nel caso del matrimonio, nessuno è costretto a qualcosa che ne violi la libera volontà. E chi creda al matrimonio come un sacramento valido solo per la coppia di donna e uomo, resta libero di celebrarlo e viverlo, e non ha una vera ragione di sentirlo offeso dal fatto che altri abbiano scelto di dichiararsi ed essere riconosciuti sposati. È la differenza, ed è enorme.”

(Da: “Nozze gay, se alle urne andasse l’Italia”, La Repubblica, 24 maggio 2015)

Vittorio Feltri, 2014

“In politica serve rapidità, capacità di adeguarsi ai tempi e al pensiero corrente. Altrimenti si rimane indietro. Un eccesso di conservatorismo – spesso fratello gemello del bigottismo – aiuta a congelare due voti, ma te ne fa perdere otto. Non è molto vantaggioso. Voltare pagina comporta qualche rischio momentaneo, ma apre le porte a molti benefici. Nel caso specifico, non rifiutare aprioristicamente il mondo omosessuale, che nella pratica è mescolato e omologato a quello etero, vuol solo dire accettare la vita nella sua complessità e considerare gli esseri umani, a prescindere dalle loro inclinazioni sessuali, tutti uguali, tutti portatori della stessa dignità, senza distinzioni pretestuose…

 

Non siamo uomini del secolo scorso. Abbiamo le nostre convinzioni, ma non impediamo ad altri di avere le loro. Ci battiamo affinché ognuno abbia la facoltà di fare ciò che gli garba, a una condizione: che non leda la nostra libertà. I gay chiedono di sposarsi? Perché no? Si sposino. Chissenefrega. Al massimo potremo dire che non sanno a cosa vanno incontro. Ma se ci siamo sposati noi etero, raramente con soddisfazione, perché non consentire loro di fare altrettanto?

 

Fra l’altro è assurdo pretendere che al 10 per cento dell’umanità – è questa grosso modo la proporzione di cittadini omosessuali calcolata sul numero di abitanti – sia vietato campare secondo regole differenti da quelle seguite dal 90 per cento della medesima umanità. Chi siamo noi etero per dettare legge? Ciascuno abbia i margini di libertà che hanno tutti o che speriamo tutti abbiano, presto. Ecco perché mi sono iscritto all’Arcigay. Un cazzotto in faccia alla brutta realtà in cui siamo immersi. Un invito perentorio a svegliarsi”.

(Da: “Le nozze gay non tolgono nulla agli etero”, Il Giornale, 6 luglio 2014)

 

Jean-Claude Juncker, 2014

“Sono a favore dei matrimoni omosessuali, ma mi pongo la questione se spetti a Bruxelles di regolamentare queste questioni. Se il Parlamento mi domanda di legiferare su questi temi, lo farò, non ho alcun problema di fondo, ma ritengo che una cosa sia intervenire quando i diritti fondamentali sono violati in uno stato membro, un’altra cosa è legiferare su questi temi direttamente a livello Ue”.

(Da: Audizione davanti al gruppo dei liberaldemocratici in Parlamento europeo, Adle, 8 luglio 2014)

 

Roberto Saviano, 2013

“Il concetto di famiglia è un concetto storico, niente affatto biologico. A osservare la famiglia africana, quella asiatica, mediterranea, cattolica, musulmana ci si accorge che sono tutte declinazioni diverse – spesso diversissime – di uno stesso concetto che presuppone la condivisione da parte di due o più persone di spazi, risorse, affetti. Ma qualunque sia la nostra idea di famiglia, dovremmo interrogarci su questo: preferiamo davvero che ci siano bambini che vivano in situazioni di abbandono o in strutture di accoglienza piuttosto che dare possibilità a nuove forme di famiglia? Il progetto non è far adottare bambini indiscriminatamente a persone che non posseggano i requisiti per farlo. Non è abbassare il livello di guardia sugli affidamenti.

 

Si tratta di poter pensare a nuclei diversi. L’uomo e la donna sono oggi percepiti come basi fondamentali su cui costruire un nucleo familiare, ma quante famiglie vivono situazioni di conflittualità tali da non consentire una vita serena all’interno delle mura domestiche? È raro trovare coppie stabili. Spesso ci si separa e si cresce in famiglie allargate. Non esiste un percorso di sanità e un percorso tossico. Esiste l’essere cresciuti bene o male. La famiglia, qualunque sia la sua composizione, è un laboratorio. Oggi le famiglie allargate sono un dato di fatto, ma solo qualche anno fa sembravano un’aberrazione. Sono convinto che le coppie gay e i single che chiedono di poter adottare, dovrebbero avere il diritto di farlo perché la loro è una richiesta in nome dell’amore. E il dibattito non dovrebbe essere se permetterlo o meno, ma stabilire i criteri che consentano di capire, agli addetti ai lavori, se il nucleo familiare in fieri è in grado di poter accogliere bambini oppure no. Ci sono in Italia decine di migliaia di bambini in attesa di essere affidati a nuclei familiari e le adozioni, anche per le coppie etero, spesso seguono iter lunghi e complicati. L’obiettivo dovrebbe essere snellire le pratiche e permettere che nuove famiglie possano nascere.”

(Da: “L’antitaliano – Lasciate che i gay adottino i bambini”, L’Espresso 21 gennaio 2013)

 

Barack Obama, 2012

“Ho vissuto un’evoluzione su questo tema. Sono sempre stato irremovibile sul fatto che gli americani tutti – gay o lesbiche che siano – devono essere trattati in modo giusto ed equanime. Ed ecco perché, in aggiunta a tutto ciò che abbiamo fatto in questo mandato, abbiamo abrogato il ‘Don’t Ask, Don’t Tell’ (la linea politica Usa che ha escluso dal servizio militare coloro che si dichiaravano gay, lesbiche o bisex, NdR) in modo che tutti gli americani potessero fieramente servire il nostro paese. Sono sempre stato propenso a una sempre maggiore eguaglianza per la comunità lgbt. Se ho esitato sul matrimonio gay, in parte è stato perché pensavo che le unioni civili fossero sufficienti…

 

Ma devo dire che nel corso di diversi anni ho parlato con amici, familiari, vicini. Quando mi ci soffermo, vedo membri del mio staff che sono incredibilmente devoti, impegnati in relazioni monogame con persone dello stesso sesso, che stanno crescendo bambini insieme. E penso che ci sono soldati, aviatori, marines che stanno combattendo per conto mio e ancora si sentono oppressi, nonostante l’abolizione del ‘Don’t Ask, Don’t Tell’, perché non possono impegnarsi l’uno con l’altro con il matrimonio.

 

A un certo punto, ho semplicemente concluso che, per me personalmente, è importante andare avanti e affermare che, ora, penso che le coppie dello stesso sesso devono potersi sposare.

 

I venti del cambiamento, ci sono. Non stanno soffiando con la stessa forza in tutti gli stati. Ma penso che ciò che vedremo è che gli stati arriveranno a realizzare che se un soldato può combattere per noi, se un ufficiale di polizia può proteggere il nostro vicinato, se ci si aspetta che un pompiere sia pronto a entrare in un palazzo in fiamme per salvare le nostre cose o i nostri figli, dopo tutto ciò non si possa accettare la nozione di dirgli ‘Oh, ma comunque, ti tratteremo differentemente, e non potrai dare i tuoi beni in eredità alla persona che ami, se muori. E se ti ferisci in qualche modo, la persona che ami avrà problemi a venirti a trovare in ospedale’.

 

Se si guarda alla mia traiettoria su questo, sono sempre stato un fautore delle unioni civili. Mi sono sempre fortemente opposto alle discriminazioni contro gay e lesbiche. E sono sempre stato coerente. La cosa su cui ero combattuto è stato il tema del matrimonio gay. E io penso che sia difficile sostenere che ora farei qualcosa per un qualche vantaggio politico. Perché francamente, sapete, politicamente non è chiaro cosa ciò possa portarmi. In alcuni posti per me piuttosto importanti, nella mappa elettorale, potrebbe danneggiarmi. Ma, lo penso davvero, data la crescente attenzione che questo tema suscita sia qui a Washington che altrove, è davvero importante per me andare avanti e dire ‘siamo chiari. Ecco quello in cui credo’”.

(Da: Intervista a Robin Roberts della Abc, 10 maggio 2012)

 

Claudio Marchisio, 2012

“Il nostro ambiente, in effetti, sull’argomento è un po’ ingessato. Se uno esce dal posto di lavoro per mano al proprio compagno per fortuna non fa più scalpore, all’uscita da un campo di allenamento, invece, la scena non si può immaginare. E non è giusto. Personalmente, sono d’accordo sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Sull’adozione dei figli, invece, istintivamente trovo più indicate le figure tradizionali di un uomo e di una donna. Provo a pensare all’equilibrio necessario ai ragazzi, ma è un tema complicato. Non è che si possa sostenere che una coppia eterosessuale sia per forza in grado di dare più amore a un bambino”. (da: intervista a L’Uomo Vogue, luglio-agosto 2012)

Pierluigi Battista, 2012

“Si dice che solo il matrimonio tra uomo e donna è quello ‘naturale’. Ma il matrimonio è un’istituzione della storia, non della natura. Naturale è l’atto della procreazione (e nemmeno più tanto, come è noto), non del matrimonio. Tanto è vero che si può procreare anche fuori del matrimonio, e in Italia aumenta vertiginosamente il numero dei bambini nati al di fuori del vincolo matrimoniale. Tutti ‘contro natura’?

 

Si dice anche che i matrimoni gay aprirebbero la strada all’adozione di bambini che hanno bisogno di una figura paterna e di una materna. L’argomento è fondato, stavolta. Ma allora sarebbe il caso di denunciare con più fervore i miserevoli orfanotrofi sparsi per il mondo. Altro che padre e madre: lì i bambini non hanno niente, e qualunque altra situazione affettiva sarebbe per loro un paradiso. È tutto da discutere, beninteso. Ma niente è da demonizzare, da confinare nel ghetto del proibito e della vergogna, da considerare immeritevole di un pubblico riconoscimento, del godimento di un diritto civile di cui discute, come si vede nella stessa campagna elettorale americana, tutto il mondo democratico e attento ai diritti delle persone.

 

Non è il momento per simili lussi? Ci sono lo spread e la disoccupazione che sono molto più urgenti? C’è sempre una ragione per non mettere nell’agenda l’unione civile tra coppie omosessuali. C’è sempre una ragione per considerare i diritti civili un superfluo accessorio. L’‘offesa’ è tutta qui, non in un sì pronunciato in una cerimonia”.

(Da: “Il matrimonio gay non è una minaccia”, Corriere della Sera 14 maggio 2012)

 

Umberto Veronesi, 2012

“La scienza non può che essere favorevole a questi progressi, che riconoscono dal punto giuridico e civile una situazione di natura. L’omosessualità è sempre esistita. Fisiologicamente, ognuno di noi ha in sé una componente maschile e una femminile. Nasciamo con ormoni maschili e femminili. Per un certo periodo dello sviluppo embrionale abbiamo delle gonadi che possono svilupparsi in senso maschile o femminile, poi, emergono gli elementi che differenziano i sessi. Sulla biologia interviene l’evoluzione: nella storia di homo sapiens si è imposto il modello dei due sessi, in cui il ‘sesso forte’ procurava il cibo, il ‘sesso debole’ accudiva la prole. Così si è affermata la differenziazione dei ruoli. Nella società di oggi i ruoli non sono più così rigidi: gli assetti ormonali risentono degli stimoli esterni, si modifica la produzione ormonale, quindi la sessualità. La rivoluzione socio-culturale è legata a quella biologica. È un’evoluzione positiva, perché in questo modo si riducono le ostilità tra i due sessi e la lotta per il predominio di uno sull’altro non ha più senso di esistere. La società futura sarà basata sul dialogo, la tolleranza, l’accettazione delle diversità, senza pregiudizi o stereotipi: comprendere e accettare il nuovo equilibrio tra i generi è un passo importante”.

(Da: “La rete si schiera a favore dei matrimoni gay”, IoDonna, 16 luglio 2012)

 

Bernard-Henri Lévy, 2011

“Sulla famiglia, appunto. La sacrosanta famiglia che ci viene presentata, a scelta, come la base o il cemento della società: come se ci fosse un solo modello, e non invece molti modelli di famiglia, quasi omonimi, che si succedono dall’antichità ai nostri giorni, dai secoli classici ai secoli borghesi, dall’età delle grandi discipline (quando la cellula familiare funzionava, in effetti, come ingranaggio del macchinario di controllo sociale) a quella del ‘diritto alla ricerca della felicità’ di cui parlava Hannah Arendt in un testo del 1959 sulle ‘unioni interraziali’ (in cui il matrimonio diventa un luogo di pienezza e di libertà per il soggetto)! Come se la banalizzazione del divorzio, la generalizzazione della contraccezione o dell’interruzione volontaria di gravidanza, la moltiplicazione delle adozioni e delle famiglie single, il fatto che oggi siano più numerosi i bambini nati fuori dal matrimonio che da coppie sposate, come se la disgiunzione, infine, del sessuale dal coniugale, non avessero fatto vacillare il modello tradizionale ben al di là di quello che mai farà una legge sul matrimonio gay che, per definizione, riguarderà solo una minoranza della società! La verità è che gli avversari della legge sempre più difficilmente riescono a dissimulare il fondo di omofobia che governa i loro discorsi”. (da Corriere della Sera, La dignità necessaria alle unioni gay, 13 gennaio 2011)

 

Oreste Dominioni, 2009

“Sì ai matrimoni gay. Le coppie omosessuali devono poter adottare e sposarsi. A titolo personale io ho una posizione, la più aperta possibile. Bisogna garantire a ogni persona la possibilità di vivere, in modo riconosciuto dalla legge, le proprie esperienze personali. Dico sì al fatto che le persone gay si sposino e sì al fatto che possano adottare dei figli. Se l’Italia è l’unico paese d’Europa che non riconosce i diritti civili è perché da noi il condizionamento della Chiesa è forte e la politica ne risente. Ma non riconoscendo le evoluzioni sociali, i cambiamenti della società, la politica rischia uno scollamento dalla realtà”.

(*presidente dell’Unione Camere Penali Italiane – da: intervista a Klaus Davi, 19 maggio 2009)

 

Ma leggiamo anche: 10 opinioni laiche perplesse o contrarie a matrimoni e adozioni gay

Articoli correlati
;