Diritti umani

Il 12 aprile è la Giornata mondiale dei bambini di strada

L’obiettivo della ricorrenza è far luce su un fenomeno allarmante che riguarda milioni di bambini in tutto il mondo, i cui diritti non possono più essere ignorati.

I bambini dovrebbero essere accuditi e amati, si dovrebbe fornire loro gli strumenti per crescere ed esprimere le proprie individualità, invece ancora oggi milioni di bambini crescono ai margini della società, privi di protezione e vittime di abusi e sfruttamento, sono i bambini di strada.

Bambino di strada in Romania
Guerre civili e pandemie, politiche sociali inadeguate e profonde ineguaglianze nella distribuzione del reddito, urbanizzazione incontrollata, degrado sociale, crisi economiche e instabilità politica sono alcune delle cause del fenomeno dei bambini di strada © Spencer Platt/Getty Images

Chi sono i bambini di strada

Il termine bambini di strada sarebbe la traduzione del portoghese meninos de rua, che si riferisce appunto ai bambini di strada delle città brasiliane. Per l’Unicef i bambini di strada sono quei minori “per i quali la strada rappresenta la casa e/o la principale fonte di sostentamento e che non sono adeguatamente protetti o sorvegliati”. Per questi bambini la strada costituisce un punto di riferimento ed ha un ruolo centrale nelle loro vite. Ma non c’è nulla di romantico nel demandare la propria educazione alla strada, siamo naturalmente lontani dalla poetica della beat generation. Quello dei bambini di strada è un dramma che riguarda, secondo l’Onu, fino a 150 milioni di minori in tutto il mondo. Si ritiene che il loro numero sia in aumento ma è difficile fare stime poiché questi bambini sembrano quasi non esistere, sfuggono alle statistiche e ai censimenti e sono esclusi dalle politiche statali.

 

Come “nascono” i bambini di strada

Il fenomeno dei bambini di strada riguarda prevalentemente le grandi città dei paesi in via di sviluppo ma, anche a causa dei processi migratori, sta prendendo piede anche nelle periferie e nei centri urbani occidentali. Le cause che portano un bambino sulla strada sono povertà, instabilità familiare, violenza ed abusi, guerre o cataclismi naturali.

Tutti i bambini sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri

Nonostante siano trascorsi quasi trenta anni da quando i governi di tutto il mondo promisero a tutti i bambini gli stessi diritti adottando la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia (Uncrc), ancora oggi per i bambini di strada tali diritti, come l’assistenza sanitaria e il diritto all’istruzione, sono ancora inaccessibili.

Leggi tutti gli articoli sul progetto Carnival! Nairobi

Una giornata per i bambini di strada

Per far luce sulla ripetuta violazione dei diritti di queste persone è stata istituita la Giornata mondiale dei bambini di strada. La giornata si celebra il 12 aprile ed è stata istituita nel 2011 dal Consorzio per i bambini di strada (Csc), rete globale che riunisce oltre cento ong che lavorano in 135 paesi per offrire un futuro ai bambini di strada e far sentire le loro flebili voci.

Immagine usata per la Giornata mondiale dei bambini di strada
I bambini di strada sono vittime, private dei loro diritti fondamentali, primi fra i quali il diritto alla protezione, all’accesso ai servizi essenziali di assistenza sociale e sanitaria, all’istruzione, alle cure della famiglia © Consortium for Street Children

 

L’Onu riconosce i diritti dei bambini di strada

In occasione della Giornata mondiale dei bambini di strada il Csc chiede ai governi di tutto il mondo di “trasformare le parole in realtà” e rendere concreto il Commento generale dell’Onu sui bambini di strada, documento pubblicato lo scorso con cui le Nazioni Unite riconoscevano formalmente i diritti dei bambini di strada. Tramite il Commento generale l’Onu ha fornito ai governi delle linee guida autorevoli per assicurare che i bambini di strada abbiano l’accesso agli stessi diritti di cui godono tutti gli altri bambini.

Leggi anche: La vita com’è, tra i bambini di strada di Nairobi con Amani

I quattro passi verso l’uguaglianza

Il Csc, per favorirne l’assimilazione, ha riassunto il documento dell’Onu in quattro semplici passaggi, definiti i Quattro passi verso l’uguaglianza.

Impegnarsi per l’uguaglianza

Riconoscere che i bambini in strada hanno gli stessi diritti di tutti gli altri e far sì che ciò sia riflesso nella legge.

Proteggere tutti i bambini

Proteggere i bambini di strada dalla violenza e dagli abusi e assicurarsi che abbiano accesso alla giustizia quando vengono danneggiati.

Fornire l’accesso ai servizi

Consentire l’accesso agli stessi servizi essenziali necessari per ogni altro bambino, come ospedali e scuole, in modo che possano esprimere il loro pieno potenziale.

Creare nuove soluzioni

Fornire servizi specializzati e opportunità che si adattino ai bisogni, ai talenti e alle sfide della vita per i bambini di strada.  

 

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Un altro futuro è possibile

Se l’immobilismo di governi e istituzioni è spesso frustrante e incomprensibile, i bambini di strada possono contare sul supporto di numerose organizzazioni che si battono per offrire loro un futuro sereno. Tra queste c’è Amani, ong con sede a Milano che aiuta centinaia di bambini e giovani che nelle periferie delle grandi metropoli dell’Africa sub-sahariana vivono da soli in strada, in pericolo costante e senza la speranza di un futuro. Per consentire a questi ragazzi di riprendere in mano le proprie vite, Amani dal 1995 istituisce case di accoglienza, centri educativi, scolastici e professionali in Kenya, Zambia e Sudan. La ong milanese offre ai bambini di strada una casa e delle persone che si prendano cura di loro, consente loro di avere accesso all’istruzione, “il modo migliore per combattere la disuguaglianza e far crescere i leader africani di domani”, e favorisce il loro inserimento nel mondo del lavoro.

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