A Milano si abita in housing sociale

Un complesso dalla struttura in legno che sorge in via Cenni a Milano, composta da 4 edifici di 9 piani, per un totale di 123 appartamenti. Il più grande per dimensioni realizzato nel vecchio continente.

Il progetto che ha visto il suo compimento grazie alla
collaborazione della società Polaris Real Estate
SGR
e la Fondazione Housing Sociale (FHS), promosso da Fondazione Cariplo e da Regione Lombardia, è
stato portato a termine a settembre. E oggi è quasi
completamente abitato.

Un complesso dalla struttura in legno che sorge in via Cenni a
Milano, composta da 4 edifici di 9 piani, per un totale di 123
appartamenti. Il più grande per dimensioni realizzato nel
vecchio continente.

Via Archinfo.it

Edifici in classe A. La struttura in legno
realizzata in pannelli XLAM – pannelli di legno massici incollato a
strati incrociati – risulta realizzata con materie prime
provenienti da foreste gestite in maniera sostenibile austriache.
Il legno che compone i 6100 metri cubi del complesso, ha eliminato
l’utilizzo di cemento e conferisce all’intera struttura una
notevole resistenza e rigidezza.

Inoltre la scelta del materiale naturale regala un certo benessere
a chi nei lotti ci vive: il calore d’inverno non viene disperso,
mentre d’estate si è protetti da quello eccessivo. Le
caratteristiche del legno assicurano il controllo igrometrico,
essenziale per garantire il comfort ambientale. Infine i collanti
impiegati nei pannelli sono completamente privi della tossica
formaldeide.

“Non volevamo solo progettare un pezzo di città bella, – ha
dichiarato l’architetto Fabrizio Rossi Prodi di Firenze – avevamo
una sfida in più: costruire un’architettura attorno a un’idea
di comunità, immaginando spazi amici dell’uomo e
un’architettura che si prenda cura dell’ambiente. Il cuore del
nuovo complesso sarà un piccolo parco interno, simbolo della
sostenibilità, e dei diversi luoghi e flussi che lo
accompagnano ai diversi piani, moltiplicando le scene di vita degli
abitanti”.

Il lato “sociale” dell’abitare. L’intero complesso
rientra nel Fondo Immobiliare di Lombardia che prevede che gli
appartamenti siano proposti in affitto a canone calmierato o con
patto di futuro acquisto. Alcuni alloggi sono stati affittati a
canone agevolato, mentre altri verranno destinati a giovani
coppie.

Altri edifici saranno inoltre dedicati ad attività aperte al
quartiere e alla città, da servizi diurni per bambini,
adolescenti e famiglie a spazi per attività ricreative e di
aggregazione.

All’interno del complesso, sono stati inoltre pensati spazi
culturali, creativi, orticulturali. La vera novità sta nel
fatto che saranno gli stessi inquilini a gestire gli spazi comuni e
i servizi collaborativi che sceglieranno di sviluppare insieme,
dalla condivisione dell’auto ai Gruppi d’acquisto, al doposcuola
per i figli. Nulla a che vedere con i cortili nei quali ci si
ritrova a vivere oggi, spesso aree off limits agli inquilini.

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