Come si legge la bolletta della luce

Una guida alla lettura della bolletta attraverso un’analisi, voce per voce, dei costi nascosti associati all’uso dell’energia elettrica.

Cosa sono e quali sono i costi associati all’uso dell’energia
elettrica? Con il decreto n. 79 del 16/03/1999, noto come decreto
Bersani, il mercato elettrico italiano è stato liberalizzato
in recepimento alla direttiva europea orientata alla creazione di
un mercato unico dell’energia. Tale liberalizzazione ha interessato
i processi di produzione, vendita, acquisto, importazione ed
esportazione dell’energia elettrica.

Il mercato dell’energia elettrica è un vero e proprio
mercato borsistico che si compone di due possibili meccanismi di
vendita distinti: mercato a pronti e a termine.

Il prezzo lordo dell’energia elettrica, così come lo
paghiamo in bolletta è diviso in quattro componenti:

1. Costi di approvvigionamento. Rappresentano il
65% del costo del kwh in bolletta e fanno riferimento al servizio
che comprende tutte le attività poste in essere dal
venditore per acquistare e rivendere l’energia elettrica al cliente
finale. Sono fissati e aggiornati ogni tre mesi dall’AEEG
(Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas) e comprendono
diverse voci:
– Prezzo energia (PE): copre i costi sostenuti per acquistare
l’energia elettrica destinata ai clienti del servizio di maggiore
tutela. Nel mercato regolato il valore PE comprende anche le
perdite di rete, per il mercato libero sono calcolate a parte
aggiungendo il 10,8% al costo del kwh
– Prezzo dispacciamento (PD): copre i costi del servizio che
garantisce in ogni istante l’equilibrio tra l’energia immessa e
quella prelevata dalle reti elettriche
– Prezzo commercializzazione e vendita (PCV): copre i costi fissi
di gestione commerciale dei clienti che vengono sostenuti
mediamente dagli operatori del mercato libero
– Componente di dispacciamento (DISPbt): restituisce ai clienti che
hanno diritto al servizio di maggiore tutela la differenza fra il
gettito della componente “PCV” e i costi di gestione commerciale
sostenuti dai fornitori del servizio di maggiore tutela
– Prezzo perequazione energia (PPE): garantisce l’equilibrio tra i
costi effettivi di acquisto e dispacciamento dell’energia elettrica
destinata al servizio di maggior tutela

2. Costi per i servizi di rete (distribuzione, trasporto e
misura).
Contano in media per il 15% della spesa totale
lorda per un cliente domestico. Questi costi sono coperti da
tariffe stabilite dall’Autorità e aggiornate annualmente,
che le imprese di vendita pagano a loro volta al distributore
locale. Sono i servizi che consentono alle imprese di vendita di
trasportare l’energia elettrica sulle reti di trasmissione
nazionali e di distribuzione locali fino al contatore, per
consegnarla ai clienti. Esse sono:
– Corrispettivo per il servizio di trasmissione (TRAS). Copre i
costi per la trasmissione dell’energia elettrica sulla rete di
trasmissione nazionale. La componente viene prelevata in bolletta
in centesimi di € per kwh consumato e l’importo viene fissato
dall’AEEG entro il 31 ottobre dell’anno precedente
– Corrispettivo per il servizio di distribuzione (componente
tariffaria). Tale corrispettivo copre i costi di trasporto
dell’energia elettrica sulla rete locale e le relative
attività commerciali (fatturazione, gestione contratti ecc).
L’entità del corrispettivo è fissata da ciascun
distributore mediante la proposta all’Autorità di apposite
Opzioni Tariffarie Base che devono rispettare i vincoli fissati
dall’AEEG. Ciascun distributore ha inoltre la facoltà di
proporre, in aggiunta, Opzioni Tariffarie Speciali. le opzioni
tariffarie sono articolate sulla base delle seguenti componenti:
quota fissa (€c per punto di prelievo per anno); quota potenza
(€c per KW per anno, si applica alla potenza contrattuale
impiegata e può essere differenziata su base multioraria);
quota variabile (corrispettivo di energia pagato in €c su kwh
consumato)
– Corrispettivo per il servizio di misura (MIS). I costi relativi
al servizio di misura riguardano istallazione. manutenzione,
rilevazione e registrazione delle misure. Tale corrispettivo
è espresso in centesimi di euro per kwh consumato per
l’illuminazione pubblica e €c per punto di prelievo per gli
altri usi

3. Oneri generali del sistema elettrico. Sono
dovuti per legge, vengono pagati da tutti i clienti finali e
contano in media il 7% della bolletta elettrica. Gli oneri generali
di sistema sono espressi in €c/kwh e si compongono da diverse
voci raggruppate in tre categorie:
– Componenti tariffarie A che compongono gli oneri sostenuti
nell’interesse generale del sistema elettrico e sono individuati
dal governo con decreto o dal parlamento tramite legge. Le
principali componenti di questa categoria sono la voce A2
(smaltimento delle centrali nucleari e chiusura del ciclo del
combustibile che rappresenta insieme alle misure di compensazione
territoriale il 22% degli oneri di sistema); A3 (promozione della
produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilati, pari al
62%); A4 (Finanziamento dei regimi tariffari speciali, 8%); A5
(attività di ricerca e sviluppo, 2,1%); A6 (copertura dei
costi già sostenuti dalle imprese e non recuperabili in
seguito alla liberalizzazione del mercato elettrico, 3%).
– Componenti UC che coprono ulteriori elementi di costo del
servizio elettrico quali la perequazione (UC1, solo per mercato
vincolato e UC3), copertura delle integrazioni tariffarie alle
imprese elettriche minori (UC4, 2,8%), compensazione della
differenza tra perdite effettive e perdite standard (UC5);
copertura delle remunerazioni dei miglioramenti della
continuità del servizio elettrico (UC6).
– Componenti MCT per il finanziamento delle Misure di Compensazione
Territoriale”, previste dalla legge n. 368/03 a favore dei siti che
ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile
nucleare.

4. Imposte. Tutti i clienti finali (sia liberi che
vincolati) sono tenuti, per legge, al pagamento delle imposte sulla
fornitura di energia elettrica che incidono per il 14% della spesa
totale. Esse sono:
– Imposta erariale di consumo (accisa) e addizionale erariale.
Entrambe applicate alla quantità di energia consumata e
prevedono un sistema di agevolazione per la fornitura
nell’abitazione di residenza anagrafica del cliente, che ne riduce
l’importo in caso di bassi consumi
– Imposta sul valore aggiunto (IVA) applicata sul costo complessivo
del servizio. Attualmente l’aliquota per la fornitura di energia
per le abitazioni è pari al 10%

Il costo della bolletta elettrica
La bolletta elettrica italiana è notoriamente una delle
più care a livello europeo. Questo è sicuramente
dovuto alla dipendenza del nostro paese dalle importazioni
energetiche (sia sotto forma di energia elettrica che dei
combustibili utilizzati per la produzione). Un maggiore contributo
di energia elettrica prodotta da fonti reperibili sul territorio
nazionale garantirebbe il duplice beneficio di rivitalizzare la
nostra economia e abbassare il prezzo del kwh e delle tecnologie
produttive utilizzate. Inoltre è opportuno valutare
attentamente le offerte nell’ambito del libero mercato in relazione
al proprio profilo di consumo.

Oltre ai costi del servizio e alle imposte si pagano alcune
componenti previste per legge, gli oneri generali del sistema
elettrico, definiti dal decreto legislativo del 26 gennaio 2000.
L’analisi di queste componenti evidenzia ulteriori componenti di
costo che gravano sulla fattura elettrica italiana che meritano
un’analisi più attenta.

La componente A3 di incentivazione delle energie
rinnovabili costituisce il 62% degli oneri di sistema, circa
3,5€ a bimestre sulla bolletta media delle famiglie italiane.
Sebbene questo importo sia una cifra non trascurabile va ricordato
che serve a finanziare non solo le rinnovabili ma anche i cosidetti
impianti di produzione di energia assimilati ad esse, ovvero quelli
di cogenerazione (cioè la produzione combinata di energia
elettrica e calore), quelli che utilizzano forme di energia
recuperabile in processi e impianti produttivi; quelli che usano
gli scarti di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano
fonti fossili prodotte solo da piccoli giacimenti isolati. Questi
impianti sono inclusi tra quelli che beneficiano degli incentivi
dal provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi (Cip)
n. 6/92. Risulta quindi evidente che la componente A3 consenta di
finanziare un universo più ampio delle sole fonti
rinnovabili. Inoltre va ricordato che il finanziamento dell’energia
elettrica prodotta da fonte rinnovabile ha come finalità il
raggiungimento dei vincoli imposti dal protocollo di Kyoto e
l’Italia, in quanto firmataria del patto, rischierebbe di incorrere
in sanzioni economiche in caso di mancato raggiungimento che
avrebbero un impatto negativo sui contribuenti. Nell’ambito
dell’incentivazione delle fonti rinnovabili il gettito della
componente A3 è utilizzato prevalentemente per:
finanziamento del GSE; copertura dei costi per i certificati verdi
e per i certificati di emissione CO2 per gli impianti CIP 6/92;
tariffe incentivanti degli impianti fotovoltaici; promozione del
solare termodinamico; agevolazioni per le connessioni alla reti di
distribuzione.

La componente A2 e le Misure di compensazione Territoriale
(MCT)
coprono i costi sostenuti per lo smantellamento
delle centrali nucleari e la chiusura del ciclo del combustibile,
tecnologia abbandonata dall’Italia sin dal referendum abrogativo
del 1987.

La componente A4 esprime il finanziamento di
regimi tariffari speciali previsti dalla normativa a favore di
specifici utenti o categorie d’utenza (fra questi grandi
consumatori quali per esempio le Ferrovie di Stato).

La componente A6 fa riferimento alla copertura dei
cosiddetti “stranded costs”, ossia i costi sopportati dalle altre
imprese elettriche per la generazione di energia elettrica che non
sarebbero recuperabili nell’ambito del mercato liberalizzato e che
verranno rimborsati alle imprese per un periodo transitorio alla
copertura degli oneri derivanti dalle integrazioni tariffarie alle
imprese elettriche minori.

Un intervento su queste componenti e una corretta informazione dei
clienti finali garantirebbero una spesa più contenuta e un
meccanismo di finanziamento del sistema elettrico più
razionale. Va infine rilevata un’ulteriore anomalia ovvero il
versamento dell’IVA anche sulle accise, di fato un’imposta
sull’imposta.

Guida alla lettura della bolletta elettrica
Nella prima pagina sono indicati: dati identificativi del cliente
(numero cliente e codice fiscale);dati relativi alla bolletta per
la fornitura di energia elettrica (numero fattura, periodo di
riferimento e data entro cui effettuare il pagamento); dati
fornitura (codice POD, indirizzo del punto di consegna, numero di
presa); dati relativi alla tipologia di contratto (uso domestico
residente/non residente, nome dell’offerta o tariffa sottoscritta,
tensione di alimentazione e potenza contrattuale impiegata);
riepilogo letture (consumo nel periodo di riferimento); dati
consumi (sintesi degli importi dovuti per la fornitura).

Nella seconda pagina e nelle successive è riportato il
dettaglio delle componenti di costo. Anche chi è passato al
mercato libero, continuerà a pagare i costi fissi, oneri e
altri corrispettivi proprio come nel mercato vincolato ad eccezione
della componente UC1. Gli importi sono così ripartiti:
– Quota Fissa. Corrispettivo fisso misurato in €/anno. Per il
cliente residente con potenza contrattuale < a 3kWp sarà
di 4€ all’anno, mentre per potenze superiori o clienti non
residenti sarà di 36€/anno. L’importo può essere
suddiviso e contabilizzato dal distributore su base mensile o
giornaliera
– Quota Potenza. Corrispettivo fisso annuale misurato in
€/Kwp/anno. Per i clienti residenti con potenza inferiore ai
3Kwp pari a 4,5€, 13€ per gli altri profili
– Quota energia. Rappresenta la somma dei costi e dei corrispettivi
di energia elettrica in Kwh, fissati trimestralmente
dall’Autorità. La composizione delle voci di questa sezione
dipenderà dall’appartenenza del cliente al mercato regolato
o al libero mercato Imposte.
– Imposta erariale (circa 0,005 €/kwh) e addizionale locale
(0,016 €/kwh per i residenti e 0,021 €/kwh per i non
residenti)
– IVA 10%, applicata su tutti i costi precedenti.

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